Falcone da 10, Ramadani un leader da 9: i voti alla stagione del Lecce
La pagella con le valutazioni ai protagonisti del campionato della squadra giallorossa
Al termine del campionato, culminato con la storica quarta salvezza consecutiva in Serie A per il Lecce, è giunto il momento del pagellone con i voti ai protagonisti della cavalcata della squadra giallorossa.
FALCONE 10
Quattro stagioni in serie A, quattro salvezze, sempre presente, senza mai saltare un incontro. Anche sulla salvezza di quest’anno c’è la sua firma. A conti fatti, andando ad esaminare i singoli episodi del campionato, i suoi interventi provvidenziali hanno portato al Lecce quei punti necessari per mantenere la categoria. Un portiere come lui nella corsa salvezza vale quanto un attaccante da doppia cifra.
VEIGA 7
Stagione “d’esordio” da titolare nel ruolo di terzino destro, dopo i sei mesi di rodaggio della scorsa annata. Inizio così e così, con alcune prestazioni molto negative. Poi fa uno switch e inizia a crescere costantemente, diventando una garanzia sulla fascia. Ha ancora margini di miglioramento, soprattutto in fase difensiva, ma la stagione è più che positiva. Tira la carretta anche quando non è al meglio sul finale di campionato.
SIEBERT 7
Le prime prestazioni sono da horror, poi prende le misure e vien fuori alla distanza. Viene lanciato nella seconda parte di campionato, quando il brutto infortunio tiene Gaspar lontano dal campo. Risponde presente, con poche sbavature, dando la sensazione di poter essere un centrale di sicuro affidamento. Spunti interessanti anche in chiave futura.
GASPAR 7
Stagione inevitabilmente influenzata dal brutto infortunio che lo tiene a lungo lontano dal campo. Quando gioca, tuttavia, è una garanzia. Si completa alla perfezione con Tiago Gabriel e riesce a dare sicurezza al reparto. Dopo due stagioni dal rendimento rallentato a causa di problemi fisici, l’auspicio è che il prossimo campionato possa essere quello della consacrazione.
TIAGO GABRIEL 9
A tratti letteralmente dominante. E pensare che è un 2004, quasi 2005, alla prima esperienza in Serie A. Il Lecce crede in lui e decide di puntarci per sostituire il partente Baschirotto. Scommessa vinta, anzi, stravinta. È la sorpresa di questo campionato, ma col tempo diventa una certezza. Chiusura eccezionali e personalità al centro della retroguardia. Qualche errore di gioventù ma poco da dire. Uno dei migliori giovani della Serie A, in senso assoluto.
GALLO 7
Alti e bassi, soprattutto nella fase centrale del campionato. Ma si dimostra un laterale di sicuro affidamento, molto continuo in entrambe le fasi. A conti fatti, per una squadra che lotta per la salvezza come il Lecce, ha dimostrato di poter essere una garanzia. Nel finale di campionato è sempre sugli scudi.
JEAN 6
Rilanciato nella parte finale del campionato, dopo aver smaltito i postumi del brutto infortunio della passata stagione, costituisce la prima alternativa in difesa ed è l’elemento utile per passare a tre dietro in alcuni frangenti. Buona la prova nella delicata trasferta di Verona.
NDABA 6
Deve ancora prendere le misure con la serie A, nel complesso sufficiente come alternativa a Gallo, pur con qualche prova un po' opaca. Dà comunque il suo contributo quando viene chiamato in causa in alcuni frangenti.
PEREZ s.v.
Solo mezz'ora da titolare nel girone d'andata con la Juventus, ingiudicabile il suo apporto alla causa.
RAMADANI 9
Lo si è scritto più volte nelle pagelle post-partita. Pazienza per qualche appoggio sbagliato, compensa con lo spirito e la mentalità da lottatore in mezzo al campo. Fattori determinanti per una squadra che lotta per la salvezza. L'esultanza a salvezza acquisita è il simbolo di quanto tenesse a questo risultato. Verrà ricordato come uno degli uomini simbolo di questa annata.
COULIBALY 9
Da mediano o da trequartista, la sostanza non cambia. Si ha sempre la sensazione che il Lecce non possa fare a meno del suo grande lavoro nel mezzo, in entrambe le fasi. Quest'anno si scopre anche goleador, con ben tre reti all'attivo. Una vera e propria certezza, perché dà sempre la sensazione di riuscire a fare la cosa giusta.
BERISHA 7
Senza l'infortunio probabilmente scriveremmo un'altra pagella, perché purtroppo la sua stagione finisce addirittura a metà dicembre. Fino ad allora, però, è il leader tecnico del centrocampo e sigla due gol, mettendo a referto anche tre assist. L'uomo di qualità dalla trequarti in su, di cui si è sentita la mancanza nella seconda parte di stagione.
GANDELMAN 7
Quando sta bene è determinante, lo dimostrano le reti nelle vittorie con Udinese e Cagliari. Caratteristiche da “assaltatore”, che lo rendono quasi più una seconda punta, piuttosto che un trequartista. Viene meno per un acciacco al ginocchio proprio nel momento decisivo del campionato, ma trova il tempo per fare la provvidenziale sponda sul gol di Stulic col Sassuolo.
NGOM 6,5
Neanche il tempo di fare il rodaggio in Serie A che si ritrova titolare a centrocampo, complici le assenze dei suoi compagni. Il tocco del pallone c'è, dispensa qualche buona giocata nel mezzo. Deve crescere in fase difensiva e deve fare uno step successivo dal punto di vista della personalità, perché nel momento clou della stagione viene un po' meno. Ma il ragazzo ha qualità.
SALA, FOFANA, HELGASON, MARCHWINSKI, KOVAC, GORTER s.v.
Nove apparizioni per Sala, ma spalmate per poco più di 180 minuti. Davvero troppo poco per dare il giudizio su una delle scommesse della scorsa estate. Fofana arriva a gennaio e si ritaglia qualche spezzone. Uscite altalenanti, non sufficienti per arrivare a un giudizio compiuto. Ragionamento simile applicabile per Helgason. Marchwinski non scende mai in campo, stesso discorso per Kovac, aggregato dalla Primavera. Gorter, invece, vive l'emozione dell'esordio in A.
PIEROTTI 7,5
Sicuramente carente sotto l'aspetto realizzativo, un gol è indubbiamente troppo poco per un giocatore del suo ruolo. Ma nella sua valutazione bisogna considerare una serie di aspetti, a partire dal modo in cui gli viene chiesto di interpretare l'esterno alto. Un'ala tattica, di sacrificio, che si spende in entrambe le fasi, che probabilmente anche per questo motivo negli ultimi metri perde un po' di lucidità. Quanto a generosità e impegno non lesina nulla, da questo punto di vista è encomiabile.
N'DRI 6,5
Due bei gol, purtroppo inutili ai fini del risultato. Dà la sensazione di avere delle qualità, ma si vedono poco, anche perché è la carta che viene utilizzata soprattutto nelle situazioni disperate, quando c'è da rimontare la partita.
SOTTIL 6
Arrivato la scorsa estate come l'elemento di qualità in grado di alzare il tasso tecnico del reparto degli esterni, complice qualche problema fisico (salta tutta l'ultima parte di stagione) non riesce mai a essere veramente incisivo, salvo alcune sporadiche occasioni. Rimane un solo gol, utile però a blindare il primo dei dieci successi in campionato del Lecce nella trasferta di Parma.
BANDA 9
La stagione della consacrazione. Con cinque gol e quattro assist è il capocannoniere della squadra nonché il calciatore che ha contribuito maggiormente in termini realizzativi al bottino complessivo di reti segnate. Buona parte dell'imprevedibilità e della pericolosità offensiva passa dalle sue giocate lungo la fascia. Merita un plauso perché quell'espulsione al “Via del Mare” contro il Parma è stato un momento molto negativo per la sua stagione, ma ha avuto il carattere per rialzarsi. Decisivo.
STULIC 7
Stagione nel complesso un po' al di sotto delle attese, ha le caratteristiche da finalizzatore e fa un po' troppa fatica quando bisogna lavorare lontano dalla porta, come spesso accade quando si gioca al centro dell'attacco di una squadra in lotta con la salvezza. Nel momento più complicato della sua stagione, quando era stato messo un po' nel dimenticatoio dopo la bruttissima prova in trasferta a Verona, pesca il jolly del gol allo scadere a Reggio Emilia, che lancia il Lecce verso il raggiungimento dell'obiettivo finale. A conti fatti, è quella la rete che vale la salvezza.
CHEDDIRA 7
Arriva a gennaio, parte in maniera discreta, senza sussulti, ma denotando una grande voglia di incidere. Solo che il gol non arriva e col passare del tempo perde efficacia nelle sue prestazioni. Poi nella trasferta di Pisa cambia tutto, con il primo gol in giallorosso con tanto di pianto liberatorio. La rete lo sblocca mentalmente e nelle ultime decisive sfide del campionato è costantemente fra i migliori in campo, emblematica la doppietta al Sassuolo.
CAMARDA 6,5
Compito non semplice per un classe 2008 quello di destreggiarsi al centro dell'attacco di una squadra come il Lecce, in lotta per la salvezza e con grandi difficoltà offensive. La sua stagione è inevitabilmente segnata dal brutto infortunio alla spalla che lo tiene lontano dal campo per quattro mesi. Quando va in campo mostra indubbiamente grande spirito, ma l'impatto con la Serie A non è stato semplice. Apprezzabile la determinazione con cui rientra dall'infortunio sul finale e quel suo unico gol all'andata contro il Bologna è un punto di svolta del campionato dei giallorossi.
DI FRANCESCO 9
Dopo due anni di cocenti delusioni all'ultima giornata, questa volta tocca a lui gioire. E non chiamatelo miracolo, perché questa salvezza è il frutto del duro lavoro di tutte le componenti, anche del suo allenatore, forte della costante fiducia di una società solida alle sue spalle, che non è mai venuta meno, anche nei momenti più complicati della stagione. Il tecnico riesce a plasmare una squadra giovane forgiando un gruppo davvero forte, grazie anche all'apporto prezioso dei più esperti. Dal punto di vista tattico, trova un equilibrio e determinate certezze, che col tempo gli danno ragione.

