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Finalmente la parola passa al campo e ci si lascia alle spalle il calcio parlato, in attesa di capire quali ultime operazioni di mercato arriveranno in settimana per completare la rosa. Il Lecce va a vincere a Venezia, su un campo difficile e contro una diretta concorrente per la salvezza. E lo fa da squadra vera: soffrendo quando c’è da soffrire, ma uscendo fuori alla distanza con personalitá e carattere.

La mano di Di Francesco

In tutto questo c’è la mano di Di Francesco. Certo, non ha ancora la squadra al completo, ma ha già saputo plasmare un gruppo vero, compatto, che ci tiene a questa maglia e che non ci sta a perdere. Ottima la sua intuizione di lanciare Gorter titolare dal primo minuto. Questa squadra sembra essersi fortificata proprio grazie a tutte le vicissitudini estive, vicende tra Corvino, Banda e Mencucci che avrebbero steso pure un elefante. E invece i ragazzi si sono caricati nella sofferenza, unendosi ancora di più per dimostrare che, anche se incompletati dal mercato, in questo campionato possono dire la loro.

Chiaramente siamo ad agosto e tutti sappiamo che il calcio estivo va preso con le pinze: può riservare brutte sorprese o serate bellissime come quella di Venezia. Ma intanto questi sono tre punti veri che muovono la classifica e che a fine anno potrebbero pesare come macigni. Senza dimenticare che la Serie A è una maratona che finisce a maggio e i reali valori si capiranno solo verso aprile, come è sempre stato.

Note liete


Le note liete si chiamano Gorter, la solita garanzia Falcone e poi quella ciliegina sulla torta di Coulibaly, un centrocampista che se lo dovessi comprare oggi sul mercato non te lo darebbero per meno di venti milioni. E poi c’è Tiago Gabriel: meglio non dire a voce troppo alta quanto sia salito il suo valore dopo questo gol, altrimenti le grandi si spaventano per il prezzo e magari gli negano il contrattone della vita. Anzi, se si spaventassero davvero farebbero un favore a noi, così ce lo godiamo per un’altra stagione al Via del Mare.


Il campionato non finisce dopo una partita, così come non sarebbe finito se avessimo perso a Venezia. Ci vuole equilibrio, ma questi tre punti regalano la serenità giusta per attendere i colpi di mercato che arriveranno per rendere la squadra ancora più competitiva per la salvezza. Per ora godiamoci la sensazione e cantiamo insieme ai tifosi sui traghetti: “la capolista se ne va”. Una bellissima sensazione da godersi per un giorno, perché da domani si torna subito a spingere.

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