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Maurizio Stirpe, presidente del Frosinone, ha rilasciato delle dichiarazioni sul futuro dei ciociari in conferenza stampa. Ecco di seguito le sue parole:  

"Fino agli ultimi giorni speravamo che il nostro allenatore fosse ancora Fabio Grosso, ma bisogna avere rispetto di questa decisione. Non sono due o tre giorni di ritardo ad influire sul futuro societario, e non c’è alcun tipo di risentimento da parte della società. Le idee ci sono, verranno sondati degli allenatori che erano già in una lista ideale del nostro direttore. In breve tempo si riuscirà ad individuare la persona giusta, ma senza avere troppa fretta. Ad oggi, non sono in grado di aggiungere altro, non ho segreti".

Il settore giovanile e l'Empoli preso come modello?
"Noi avevamo un settore giovanile interamente gestito da noi, che ha prodotto molti costi e pochi giocatori pronti a fare il salto in prima squadra. Un investimento fallimentare sotto questo punto di vista, soprattutto perché era dislocato su tre-quattro campi diversi. Bisognerebbe avere tutte le attività concentrate in un unico posto, e per questo è importante ripartire da zero e riprogrammare completamente. Abbiamo le possibilità per farlo all’interno del nostro territorio, ma serve anche la presenza di dirigenti che abbiano la voglia di fare progetti a lungo termine. Ogni anno bisogna far uscire tre giocatori che o prendono il posto di ragazzi della prima squadra o, addirittura, siano già pronti per essere ceduti e creare valore. Dobbiamo ricreare le condizioni giuste affinché tutto questo sia possibile, e finché non riusciremo a farlo continueremo ad appoggiarci all’Accademia di Lunghi".

Obiettivo salvezza dopo la promozione?
"Spesso sento dire di questa necessità, senza però rendersi conto di cosa voglia dire raggiungere questo tipo di obiettivi. La strada per poter rimanere in Serie A passa attraverso dei percorsi obbligati, e noi dobbiamo fare delle scelte ponderate e adeguate. Non so se è più facile salire nella massima serie o rimanerci. Anche quest’anno doveva essere un campionato complesso, definito una Serie A2, ma noi siamo stati in grado di vincere con tre giornate d’anticipo".

A livello di mercato, serviranno due-tre figure di esperienza alla “Lucioni” anche in serie A?
"Ci serviranno tanti tipi di figure diverse. Ringrazio Lucioni per la stagione che ha disputato, perché è stato un punto di riferimento importante. Vediamo chi verrà in panchina e in base alle sue priorità verranno fatte delle scelte".

Ha avuto modo di parlare con Grosso dopo l’SMS in cui annunciava l'addio?
"No, non ho avuto modo di parlare con Grosso successivamente. Il perché della decisione di Grosso? Bisogna chiederlo a lui. Noi con chiarezza abbiamo detto quello che siamo e quello che possiamo fare. Non so se sia tanto o poco, ma giustamente la persona che deve prendere una decisione ha tutti gli elementi per farlo. Se ha scelto di non rimanere, evidentemente è perché ha delle riserve o ha fatto altre considerazioni. Non bisogna sempre avere un retro pensiero, credo che le persone siano libere, e se si ha rispetto per il lavoro che hanno fatto, bisogna metterle nella condizione di poter scegliere. A Fabio ho sempre detto che questa è stata la squadra con cui ho parlato meno. Mi ha semplificato buona parte dell’agenda personale. Ogni tanto parlavamo di calcio, ma non avevamo una confidenza importante come ho avuto con altri allenatori, anche perché l’organizzazione negli ultimi due anni è stata perfetta. La società sta diventando sempre più “spersonalizzata” dal proprietario, e più si accentua questo movimento, più significa che tutto funziona al meglio. La modalità dell’ SMS, che può sembrare irrituale, potrebbe far parte anche del carattere di una persona. Frosinone è e rimarrà la casa di Grosso".

Novità legate al femminile?
"E’ per certi versi un progetto più semplice di quello del settore giovanile, svilupperemo anche quello in tempi brevi".

Sarà ancora un mercato improntato sui giovani o ci saranno alcuni elementi di spessore in più?
"La filosofia non cambia rispetto a quella dello scorso anno. Ci saranno alcuni elementi di esperienza che serviranno nei momenti difficili per infondere serenità all’ambiente, ma la filosofia dei giovani non credo che la cambieremo più. Vogliamo mettere in campo una delle squadre più giovani del campionato".

Un messaggio da lanciare ai tifosi?
"Penso che Frosinone non abbia le responsabilità e le pressioni che possono avere altre piazze. La piazza di Frosinone dovrà vivere questa Serie A cercando di divertirsi. La gente se la deve godere prima di tutto, e naturalmente deve provare a guardare sempre il bicchiere mezzo pieno. Spero in un’ampia partecipazione, vivendo questo tempo con grande tranquillità e serenità, ma avendo la consapevolezza che in società c’è gente che lavora con il massimo impegno per portare a casa il migliore dei risultati possibili. Se si dovesse far male, non sarà un fallimento. Lo sarebbe essere derubricati a comparse".

Quanto c’è da spendere per le infrastrutture? Può essere d’aiuto il PNRR?
"Sapete tutti cosa è successo per gli stadi a Venezia e Firenze, quindi il PNRR non ci sarà di grande aiuto. L’investimento è di 10 milioni, abbiamo lanciato un crowdfunding di 1 milione e mezzo per i progetti da realizzare il prossimo anno dopo che ne abbiamo già rimborsato uno a febbraio, con ottimi risultati".

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