Crisi Italia - Como, Champions ma con incubo! Solo due italiani in rosa: uno è un ex Lecce
Stadio, conti e lista: solo due italiani rispettano i parametri. Il club accelera sui giovani per evitare l’incubo europeo
Como vola. Como sogna. Como sorprende tutta l’Italia. Se il campionato finisse oggi, i lariani sarebbero clamorosamente in Champions League: una favola costruita passo dopo passo sotto la guida di Cesc Fàbregas. Ma proprio mentre il sogno prende forma, ecco affacciarsi un’ombra lunga. Quella della UEFA, che rischia di trasformare l’impresa in un rompicapo.
Stadio, conti, lista. Tre parole che fanno tremare
L’impianto non è ancora a norma per le competizioni europee, mentre sul fronte economico il club è sotto di circa 75 milioni rispetto ai paletti del fair play finanziario. E poi c’è il nodo più delicato: la composizione della rosa. Le regole UEFA impongono almeno 8 giocatori cresciuti calcisticamente in Italia, di cui 4 nel vivaio. Un requisito che oggi il Como non riesce a rispettare.
Solo due
Gli unici a rientrare nei parametri sono il portiere Mauro Vigorito — ex Lecce e volto familiare per i tifosi giallorossi — e il difensore Edoardo Goldaniga. Un dato ancora più sorprendente se si considera che proprio Goldaniga è l’unico italiano utilizzato in stagione, per appena un minuto. Se nulla cambiasse, la lista UEFA verrebbe ridotta. E con essa, le ambizioni europee.

Suwarso però non trema
Il presidente Mirwan Suwarso prova a rassicurare ambiente e tifosi: il Como è pronto a sistemare ogni dettaglio, anche valutando possibili deroghe. La crescita è stata rapida, forse troppo per stare dietro a tutte le regole. Ma la volontà è chiara: farsi trovare pronti.
Linea verde
In un calcio italiano scosso dalle polemiche — tra Nazionale fuori dai Mondiali e abuso di stranieri — il Como cambia rotta e punta sul proprio vivaio. Aggregati alla prima squadra Bonsignori, De Paoli, Pisati e Ballone: quattro giovani per costruire il futuro e rispondere ai requisiti UEFA.
Sogno o incubo?
La Champions è a un passo, ma tra il Como e l’Europa dei grandi si erge uno spauracchio fatto di regole, numeri e identità. Il campo ha detto sì. Ora tocca al club dimostrare di essere pronto davvero.



