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​Con l’arrivo della primavera torna puntuale l'appuntamento con l'ora legale. Nonostante le cicliche discussioni a livello europeo sulla sua possibile abolizione, il cambio d'ora resta una realtà confermata anche per il 2026, con l'obiettivo primario di ottimizzare l'uso della luce solare e ridurre i consumi elettrici.

​Quando avviene il cambio nel 2026?

​Il passaggio dall'ora solare a quella legale avverrà nella notte tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo 2026.

​Nello specifico, alle ore 02:00 del mattino bisognerà spostare le lancette degli orologi avanti di un'ora, portandole direttamente sulle 03:00. Questo significa che dormiremo un'ora in meno quella notte, ma guadagneremo un'ora di luce naturale in più ogni sera fino al prossimo autunno.

​Perché usiamo l'ora legale? I benefici economici

​Il motivo principale dietro questa convenzione è il risparmio energetico. Spostando in avanti la luce naturale verso le ore serali, si riduce la necessità di illuminazione artificiale nelle abitazioni e nei luoghi pubblici.

​Secondo i dati storici elaborati da Terna (la società che gestisce la rete elettrica nazionale), il risparmio accumulato negli anni ammonta a centinaia di milioni di euro, con una riduzione significativa delle emissioni di CO_2 nell'atmosfera.

​Gli effetti sull'organismo: come adattarsi

​Sebbene il cambio sia di una sola ora, il nostro orologio biologico (ritmo circadiano) può risentirne per alcuni giorni. I sintomi più comuni includono:

  • ​Insonnia o difficoltà a prendere sonno.
  • ​Stanchezza e irritabilità durante la giornata.
  • ​Calo della concentrazione.

​Gli esperti consigliano di anticipare gradualmente l'orario della cena e del sonno nei giorni precedenti al cambio per mitigare l'impatto del "mini jet-lag".

​A che punto è l'abolizione del cambio d'ora?

​Dal 2018 si discute al Parlamento Europeo della possibilità di eliminare il passaggio semestrale tra ora legale e solare. Sebbene una consultazione pubblica abbia visto la maggioranza dei cittadini favorevoli all'abolizione, l'Unione Europea non ha ancora trovato una posizione unanime.

​Al momento, l'Italia ha scelto di mantenere il sistema del doppio cambio, privilegiando i benefici economici legati al risparmio energetico, a differenza dei Paesi del Nord Europa dove il guadagno di luce serale è meno rilevante data la posizione geografica.

8 marzo 2026: perché in alcuni Paesi l'ora cambia prima?

​Mentre l'Italia e l'Europa attendono l'ultima domenica di marzo, in altre parti del mondo il cambio dell'ora è già realtà. Domenica 8 marzo 2026, l'ora legale scatta ufficialmente in gran parte del Nord America. Questo sfasamento di tre settimane è una prassi consolidata che interessa principalmente:

  • Stati Uniti e Canada: la quasi totalità degli Stati (fatta eccezione per Hawaii, gran parte dell'Arizona e alcuni territori canadesi come lo Yukon) sposta le lancette in avanti la seconda domenica di marzo.
  • Bermuda e Bahamas: seguono il calendario statunitense per ragioni di sincronia commerciale e turistica.
  • Cuba e Haiti: anche queste nazioni caraibiche adottano il passaggio anticipato all'8 marzo.

​Questo sfasamento temporale comporta, per circa venti giorni, una variazione nei consueti fusi orari tra Italia e USA: ad esempio, la differenza tra Roma e New York si riduce temporaneamente a 5 ore anziché le solite 6.

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