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Il calcio italiano si appresta a vivere le sue battute finali in un clima di estrema incertezza e tensione. Non sono solo i verdetti del campo a preoccupare, ma soprattutto il caos istituzionale che ha travolto i vertici arbitrali. Con le ultime giornate di campionato ormai alle porte, il quesito che agita i palazzi dello sport è uno solo: chi sceglierà gli arbitri?.

Il vuoto di potere alla CAN

Il sistema ha subito un vero e proprio scossone dopo che Gianluca Rocchi, designatore della CAN, è finito sotto indagine da parte della Procura di Milano per presunte designazioni favorevoli all’Inter. Pur essendo al momento solo indagato, Rocchi ha scelto la strada dell’auto-sospensione, lasciando la commissione priva della sua guida principale. La situazione è ulteriormente aggravata dalla posizione di Andrea Gervasoni, anch’egli indagato per una vicenda legata alla scorsa Serie B (Salernitana-Modena), simile alla presunta "bussata" attribuita a Rocchi per Udinese-Parma.

Attualmente, la CAN si trova a operare con appena quattro membri su sei. Sebbene a livello formale le designazioni siano firmate dall’intera commissione e potrebbero quindi proseguire in modo collegiale, l'esigenza di nominare un designatore per il finale di stagione appare sempre più concreta.

I candidati: tra opportunità e ostacoli

Il Comitato Nazionale dell’Aia è chiamato a decidere rapidamente. Tra i nomi emersi nelle ultime ore spicca quello di Maurizio Ciampi. Già designatore in Serie C e attuale componente della CAN, Ciampi avrebbe l'esperienza necessaria, ma la sua figura è legata a doppio filo alla vicenda giudiziaria che coinvolge il presidente dell'AIA Antonio Zappi, il quale attende il verdetto del Collegio di Garanzia dello Sport dopo un'inibizione di 13 mesi per presunte pressioni esercitate proprio su Ciampi. Questo intreccio potrebbe spingere la FIGC verso un commissariamento dell’AIA.

Proprio per ragioni di opportunità, guadagna terreno la candidatura di Domenico Celi. L'ex arbitro barese è l'attuale responsabile del settore tecnico arbitrale: pur non facendo parte della CAN, conosce perfettamente il gruppo di Rocchi e ha partecipato a tutti i raduni stagionali, rappresentando dunque la soluzione più lineare e credibile per gestire l'emergenza. Più difficile appare la pista che porta a Matteo Trefoloni, attualmente vincolato da impegni con la FIFA che difficilmente potrebbe sciogliere per un incarico di sole quattro giornate.

Lo spettro del commissariamento

Sullo sfondo rimane l'ipotesi, caldeggiata dal ministro dello Sport Abodi, di un commissariamento della FIGC da parte del CONI. In un contesto così frammentato, l’AIA non sembra in grado di guardare alla programmazione della prossima stagione, dovendo lottare per garantire la regolarità di un campionato che scotta. Le prossime ore saranno decisive per capire chi avrà l'onere di gestire il fischietto in questo infuocato finale di stagione.

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