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Giulio Donati ha parlato in conferenza stampa, nella settimana che porta alla sfida fra Lecce e Napoli. Di seguito le sue dichiarazioni. L'IMPATTO A LECCE - "Il fatto di essermi subito calato in questa realtà è merito del gruppo, sono ragazzi stupendi sotto tutti i punti di vista. Mi ricorda tanto il gruppo della nazionale Under 21 che ci portò a grandi successi. Quando si è così affiatati fuori dal campo poi i risultati si vedono. A livello personale sono contento, fisicamente sto bene. Gli ultimi arrivati possono dire le stesse cose che ho detto io, sono arrivati con grande entusiasmo e grande determinazione. Lo zoccolo duro del gruppo li ha messi subito a loro agio, poi essendo arrivata anche una vittoria abbiamo cominciato con il piede giusto". LA SERIE A - "In Serie A c'è molta attenzione tattica, si lavora in settimana in maniera scrupolosa in funzione dell'avversario e si guarda molto all'equilibrio. In Germania invece si giocava molo all'attacco, in modo anche un po' scriteriato. Qui in Italia siamo più attenti a livello tattico. Non ho nostalgia della Germania, è stata una bella esperienza ma mi piace la passione che c'è nel calcio italiano". LA VITTORIA CON IL TORINO - "Ero convinto che avremmo ottenuto un risultato positivo. La squadra si era allenata intensamente in settimana ed eravamo arrivati alla partita con tanta fiducia e entusiasmo. Eravamo vogliosi di far bene, eravamo anche in debito con i tifosi che ci sono sempre stati vicino". IL NAPOLI - "Il Napoli l'ho affrontato dieci anni fa con il Lecce, ricordo la partita al San Paolo con il super gol di Cavani e il ritorno con la vittoria e il gol di Chevanton. Il Napoli sugli esterni ha giocatori come Callejon, Politano e Insigne. Non ho mai giocato contro Callejon, mentre Insigne è un grande amico, è un giocatore di alta classe. La squadra di Gattuso ha come punto di forza lo stadio e i tifosi, c'è tanto entusiasmo adesso nella piazza. Affronteremo il Napoli con tanta energia e con attenzione. Loro creano molto e si muovono tanto in campo. Dovremo stare attenti a curare il minimo dettaglio e a non lasciare occasioni perché loro sono abili a sfruttarle". LIVERANI - "Il calcio del mister è molto internazionale, a noi esterni chiede sempre di accompagnare l'azione e chiede tanto sacrificio alle punte in fase di non possesso. Se si riesce ad attaccare e difendere in 11 allora si riesce ad indirizzare la partita dalla propria parte". IL LECCE DI DE CANIO - "Quello era un Lecce più esperto, questo gruppo invece lo è un po' meno. Questo qui però è più gruppo. Qui anche gli stranieri parlano tutti l'italiano e non è una cosa scontata, in Germania c'erano dei brasiliani che non sapevano l'inglese, qui invece tutti hanno voglia di far gruppo. Quel Lecce aveva grande qualità". IL RUOLO - "La maturità ti aiuta ad essere più lucido in tutti i ruoli. Pur di giocare andrei in porta. L'esperienza in Germania mi è servita molto, perché mi ha aiutato a migliorare la fase offensiva. Per questo mi sento più a mio agio anche a giocare quinto di centrocampo. A destra o a sinistra per me non fa differenza".
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