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Chissà cosa avrà pensato Omri Gandelman quando, dopo appena un minuto e mezzo, Stulic portava in vantaggio la squadra mentre uno stadio gremito spingeva, assieme al vento, la squadra verso la prima vittoria casalinga del 2026.

Eppure l'epilogo non è stato così felice, al punto da esserci dimenticati noi del suo esordio in Serie A e con la maglia del Lecce quando è entrato in campo negli ultimi minuti di gara, chiamato a sostituire Youssef Maleh al 78’. Un debutto breve, appena dodici minuti più recupero, ma sufficiente per offrire alcune prime indicazioni sul suo impatto e sul tipo di contributo che può garantire alla squadra.

Dal punto di vista del posizionamento, la heatmap racconta un ingresso ordinato e coerente con il contesto della partita in quel frangente. Gandelman si è mosso prevalentemente nella zona di centrocampo, con una presenza più marcata nella metà campo avversaria sul loro centro-destra, segnale di una gestione attenta delle distanze e della fase di non possesso, senza forzare giocate. Non ha cercato strappi o iniziative individuali. Non sappiamo se ha preferito un approccio prudenziale o se non è riuscito a tentare qualche giocata vista la situazione.

Sul piano tecnico, i numeri parlano di una gestione semplice ma pulita del pallone. Ha completato 6 passaggi su 8, con una precisione del 75%, di cui 5 riusciti su 7 nella metà campo avversaria. Non ha effettuato passaggi chiave né tentato cross o lanci lunghi, scelta comprensibile per un esordiente inserito a gara in corso, in un momento in cui la priorità era mantenere equilibrio e compattezza. L’assist atteso è minimo (0.01), a conferma di un impiego più di controllo che di rifinitura.

In fase difensiva il suo contributo è stato misurato. Gandelman ha registrato un intercetto e due duelli aerei vinti su cinque tentati, dato che evidenzia una buona predisposizione al gioco fisico e alla protezione della zona centrale. Non ha commesso falli, non ha subito dribbling e non ha effettuato contrasti a terra, muovendosi più per letture e coperture che per interventi aggressivi.

Dal punto di vista individuale, i tocchi complessivi sono stati 12, con due palloni persi e nessun dribbling tentato o riuscito. Anche questo aspetto conferma la scelta di un debutto senza rischi, volto a inserirsi nei meccanismi della squadra piuttosto che a cercare protagonismo immediato.

Non un debutto appariscente, ma un esordio solido, da giocatore che ha compreso il contesto e ha scelto la strada della semplicità.

Per Gandelman si tratta ora di accumulare minuti e continuità. Questo primo passo, pur breve, rappresenta una base su cui costruire il suo percorso nel Lecce e nel campionato italiano, dove tempi, letture e affidabilità spesso contano quanto le giocate risolutive.

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