Di Francesco a DAZN: "Gallo non si rende conto del potenziale che ha. Rigore? Ho pregato"
Le parole del tecnico dei giallorossi al termine della gara del Via del Mare
Dopo il fischio finale di Lecce-Torino, vinta per 2 a 1 dai giallorossi, il tecnico dei Eusebio Di Francesco è intervenuto ai microfoni di DAZN. Ecco le sue parole.
L'aspetto che la soddisfa di più
Venivamo da ottime prestazioni in casa dove meritavamo più punti. Siamo stati bravi dopo i primi 10 minuti a prendere le misure. Abbiamo creato difficoltà tra le linee, da dove è venuto il secondo gol ed era volutamente preparata in questo modo. Poi loro sono stati bravi a rompere le linee, ad essere aggressivi ed hanno creato qualche ripartenza, anche in occasione del loro gol dove Banda si è allungato la palla. In generale sono soddisfatto. I ragazzi hanno retto fino alla fine. C'è stato il rigore, ma nel secondo tempo non abbiamo rischiato niente. Poi complimenti al nostro portiere. Un pizzico di fortuna ci vuole anche, e personalmente non ne ho avuta tanta.
Su Gallo
Non sa nemmeno lui le potenzialità che ha, perché spesso si accontenta o è appagato. Lui è il giocatore che abbiamo visto oggi ma deve dare continuità a queste prestazioni. Le alterna ancora, ma per me è un terzino che può ambire a fare qualcosa di più importante, ed essere utile anche ad un discorso di Nazionale. Abbiamo sofferto il Torino perché ha potenzialità importanti ma siamo stati bravi per battere il ferro finché è stato caldo. Il rigore è un episodio, ma anche il Milan ha vinto il derby grazie ad una gran parata. Queste vittorie danno gioie ed entusiasmo.
Cosa ha pensato quando ha visto Mariani indicare il dischetto?
Ho pregato (ride, ndr). Mi è capitato spesso di aver avuto rigore segnati nel finale. Al novantesimo è un peccato perderla, perché il quel momento mi stavo mettendo 3-5-2 per avere più copertura difensiva. Loro avevano alzato gli uomini e buttavano molti uomini in area. Sono molto contento per la prova caratteriale ed emotiva.
Su Berisha
Ha interpretato molto bene il ruolo. L'avevamo preparata con una sorta di 4-2-3-1 in fase difensiva per sporcare sempre il loro play, mentre in fase offensiva doveva fare da mezzala destra. Sapevo che avrebbe potuto mettere in difficoltà gli avversari.








