“E poi finalmente tu”: Stulic e quel gol che può cambiare tutto
Dal difficile ambientamento alle gerarchie perse fino al lampo del 96’ contro il Sassuolo: il serbo torna protagonista nel momento più importante
“E poi finalmente tu”. Una frase che sembra scritta da Max Pezzali a posta per raccontare la notte di Nikola Stulic al Mapei Stadium.
Perché il calcio, a volte, sa essere crudele per mesi e improvvisamente regalarti tutto in pochi secondi. E il gol segnato dal centravanti serbo al 96’ di Sassuolo-Lecce rischia davvero di diventare uno dei momenti simbolo della stagione giallorossa.
Una rete arrivata quasi dal nulla, dopo settimane complicate, difficili, pesanti soprattutto sul piano mentale.
Stulic, infatti, aveva faticato molto nel suo primo impatto con il calcio italiano. Un percorso rallentato non solo dall’ambientamento, ma anche da caratteristiche tecniche che spesso si sono scontrate con il tipo di gioco espresso dal Lecce. Il serbo è un attaccante d’area, uno che vive di palloni sporchi, deviazioni, presenza fisica e istinto dentro i sedici metri. Non un giocatore che ama allargarsi, legare il gioco lontano dalla porta o partecipare continuamente alla manovra offensiva. Non è un caso che due dei suoi gol siano nati proprio così: dentro l’area, nel caos, nel posto giusto al momento giusto. Era successo contro il Parma, quando segnò praticamente dopo pochi secondi dal fischio d'inizio. Ed è successo di nuovo ieri sera contro il Sassuolo.
Negli ultimi mesi, però, qualcosa si era inceppato. Le prestazioni erano calate, la fiducia sembrava diminuire partita dopo partita e anche nelle gerarchie offensive Stulic era finito dietro. Prima Cheddira, poi Camarda, avevano progressivamente superato il serbo nelle scelte di Di Francesco, soprattutto per intensità, condizione fisica e capacità di interpretare le richieste tattiche dell’allenatore. Eppure, nel momento più disperato della partita più importante, Di Francesco ha deciso comunque di giocarsi anche quella carta. Una mossa quasi obbligata, dettata dalla necessità di provare a vincere a tutti i costi. Poi il calcio, come spesso accade, ha fatto il resto.
Volpato spreca il possibile 3-2 del Sassuolo, la difesa neroverde si ferma un attimo, il pallone arriva nell’area giusta e lì compare lui. Nikola Stulic.
Il suo habitat naturale. Un tocco, un gol, un’esplosione. E forse anche una piccola rivincita personale per un attaccante che sembrava uscito dai radar proprio nel momento decisivo della stagione.
Adesso quel gol potrebbe valere molto più di tre punti. Potrebbe valere una salvezza.


