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Massimo Ambrosini interviene nel dibattito sul momento del calcio italiano e sulla crescita dei giovani, portando anche il Lecce al centro della discussione.

L’ex centrocampista del Milan ha sottolineato come il problema non sia solo la qualità dei talenti, ma soprattutto il loro utilizzo. «Bisogna prendere i giovani e, anche attraverso le scelte tecniche, spingerli a giocare», ha dichiarato, indicando nella gestione dei minuti in campo uno degli aspetti più critici.

Nel suo intervento, Ambrosini ha fatto riferimento diretto anche a Francesco Camarda, citando il prestito al Lecce: «Non come è stato fatto con Camarda, che va a Lecce e non gioca».

Una lettura che però non trova pieno riscontro nei numeri.

I dati di Camarda: continuità prima dell’infortunio

Fino allo stop fisico, Camarda era stato impiegato con continuità. Il giovane attaccante ha collezionato 19 presenze complessive tra Serie A e Coppa Italia, per un totale di 742 minuti, mettendo a referto anche 1 gol e 1 assist.

Prima dell’infortunio alla spalla – poi riacutizzato – aveva saltato completamente solo la gara contro il Torino, prendendo parte con regolarità alle rotazioni offensive.

Non solo: è stato schierato anche da titolare in partite di alto livello come quelle contro Juventus e Roma, segnale di una fiducia concreta da parte dello staff tecnico. E questo poco prima dell'infortunio alla spalla che lo ha messo ko. A meno che Ambrosini non sia a conoscenza di questo fatto e stia pensando che il calciatore è fuori dalle recenti gare per scelta tecnica.

Un tema più ampio

Le parole di Ambrosini si inseriscono in un dibattito reale, quello sull’utilizzo dei giovani italiani, ma il caso specifico di Camarda a Lecce appare più articolato rispetto alla sintesi proposta. Il rendimento e l’impiego, almeno fino allo stop fisico, indicano un percorso graduale ma costante, interrotto da problemi fisici più che da scelte tecniche nette. Parliamo pur sempre di un calciatore di 17 anni che è alla sua prima esperienza in Serie A. Lo stesso Ambrosini, alla sua prima esperienza al Milan, ha giocato spezzoni per un totale di 13 partite. I giovani vanno inseriti gradualmente, anche perché non sono tutti uguali e allo stesso livello di maturità.

Il Lecce andrebbe elogiato, non demonizzato, perché a Camarda ha dato una chance importante che nessun altro gli aveva concesso fino ad oggi: essere uno dei due attaccanti sui cui il club ha puntato per raggiungere la salvezza.

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