Taranto, mano pesante del Questore: Daspo di 10 anni a un tifoso rossoblù. Ecco perchè
E' il provvedimento più severo previsto dalla legge per un tifoso già recidivo: obbligo di firma per cinque anni e divieto di accesso agli stadi fino al 2036
Dieci anni lontano dagli stadi. È la linea dura adottata dalla Questura dopo i gravi disordini scoppiati domenica scorsa al termine della finale playoff nazionale di Eccellenza tra Taranto e Gladiator, disputata allo stadio Italia di Massafra.
Il provvedimento ha colpito un tifoso 44enne originario di Palagiano, già sottoposto agli arresti domiciliari e ritenuto presunto responsabile dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel parapiglia sviluppatosi nei pressi degli spogliatoi l'uomo avrebbe aggredito un funzionario della Polizia intervenuto sul terreno di gioco per garantire la sicurezza dei calciatori del Taranto. L'agente ha riportato ferite giudicate guaribili in 15 giorni.
Dieci anni di Daspo
Il questore di Taranto, Michele Davide Sinigaglia, ha disposto nei confronti del tifoso un Daspo della durata di dieci anni, il massimo consentito dalla normativa vigente. Una misura particolarmente severa che vieta l'accesso a tutti gli impianti sportivi in cui si disputano incontri di calcio, sia ufficiali sia amichevoli, a qualsiasi livello agonistico.
Non solo. Il provvedimento estende il divieto anche alle aree di parcheggio nel raggio di 500 metri dagli stadi in cui sarà impegnato il Taranto e impone per cinque anni l'obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia: il tifoso dovrà firmare cinque minuti dopo il calcio d'inizio del primo tempo e cinque minuti dopo il termine della gara in occasione di ogni partita della formazione rossoblù.
Recidivo
A pesare sulla decisione è stata anche la recidiva. Il 44enne, infatti, era già stato destinatario di un Daspo nel 2006 per tre anni. In quell'occasione, allo stadio Menti di Castellammare di Stabia, si era reso protagonista del lancio di una bottiglia contro un agente di Polizia.
L'episodio di Massafra riaccende così il tema della sicurezza negli impianti sportivi. Un segnale forte da parte delle autorità, che hanno scelto di intervenire con la massima fermezza per contrastare ogni forma di violenza legata al calcio e tutelare l'incolumità di atleti, dirigenti e forze dell'ordine.

