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Moriero e il Lecce

Lo scorso luglio, sempre a Tuttomercatoweb, Moriero raccontò un aneddoto con il “suo” Lecce:

Sono diventato una bandiera e volevo rimanere qui. Non pensavo proprio a un mio futuro lontano da qui e da questi colori. Nasco da bambino giocando per strada, nella zona 167, cresciuto sotto le ali di Causio. Il mio esordio è stato particolare. Non ero neanche convocato per quella partita ,avevo 17 anni e facevo dei tornei di calcio nel Salento. 

Verso le 17.30 mio padre cominciò a cercarmi con la sua auto, mi trovò in un campetto e mi disse che ero stato convocato per la partita. Io pensavo di fare tribuna, invece mister Mazzone mi fece giocare titolare. Mi disse 'Ragazzì, sei emozionato?' e io dissi 'Perché?' e mi replicò 'Tanto non me ne frega niente, perché giochi'. 

Moriero

Giocai contro Cabrini, uno dei miei miti. Lo stadio era stracolmo, i primi dieci minuti ero in coma, con Mazzone che mi svegliò, poi presi il ritmo. E da quel momento non sono più uscito dal campo ed è cambiata la mia vita. Avevo il sogno di diventare calciatore e la fortuna ha voluto che quel giorno cambiasse tutto

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