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Che l'espulsione di Skorupski in Genoa-Bologna avrebbe fatto discutere, lo si sapeva. Lo sapevano tutti tranne Maresca, che ha proceduto ad espellere il portiere dei Felsinei nonostante il richiamo al VAR, di fatto cambiando la storia della partita e, probabilmente, anche della lotta salvezza.

La dinamica 

Con la partita sullo 0 a 2 e la partita saldamente controllata dalla squadra di Italiano, al 56' Skorupski esce dalla propria porta ritrovandosi con il pallone sulla propria trequarti. Provando a rilanciare il pallone, svirgola clamorosamente regalando il pallone a Vitinha. Nel tentativo di recuperarlo, però, commette fallo. Maresca non esista e mostra il rosso diretto. Richiamato al VAR, l'arbitro decide di mantenere la propria decisione, senza fare passi indietro.

Il dialogo Maresca-VAR

Dalla Sala VAR, però, la lettura è differente. I varisti evidenziano come, nonostante la porta sguarnita, non ci siano tutti i presupposti per una chiara occasione da rete: “E' vero che la porta è vuota ma la direzione è a uscire", osserva uno di loro, mentre un altro aggiunge: “Ha tre giocatori davanti e uno al posto del portiere”. Da qui la conclusione condivisa in sala: ”La sensazione live era sul giallo, lo farei rivedere".

Chiamato al monitor, Maresca ribadisce il proprio metro di giudizio e la distinzione legata al ruolo del calciatore che commette il fallo: “Per quanto mi riguarda, questo intervento se lo fa un centrocampista è ammonizione per SPA, per cui se lo fa il portiere e la porta è vuota, confermo DOGSO”.

Errore riconosciuto dall'AIA

A chiarire definitivamente la situazione è Dino Tommasi, componente della CAN A e B, presente nell'ultima puntata di Open VAR su DAZN. Tommasi analizza così l’episodio: “L’arbitro Maresca in campo si fa attrarre dal fallo che è commesso dal portiere fuori dalla porta, è un caso di massima allerta. Però se guardiamo ai parametri della DOGSO (che possiamo riassumere con chiara occasione da rete, ndr), la direzione generale dell’azione non va verso la porta, e poi ci sono tre difendenti, più un quarto che potrebbe chiudere lo specchio. La chiarissima opportunità di segnare una rete non c’è, si derubrica a SPA come potenziale azione pericolosa”. Dunque, c'era il rosso? “Assolutamente no - spiega Tommasi - ci sono difendenti per chiudere lo specchio dalla porta. Era un giallo doveroso”.

Gli effetti sulla lotta salvezza

Il rosso non c'era, ma gli effetti sulla partita Genoa-Bologna si sono fatti sentire. Immediatamente i rossoblù accorciano con un gran gol di Malinovskyi e forti dell'uomo in più riescono a prima a pareggiare e poi a ribaltare la situazione in pieno recupero. Un espulsione che riguarda non solo le mire europee dei Felsinei, ma anche le lotta salvezza, con il Genoa che allunga di molto portandosi a 23 punti. 

Il Lecce, con il punto guadagnato contro la Lazio, si porta a 18 punti, distanziato di cinque lunghezze da Torino, Parma e Cremonese. Non è il primo errore arbitrale che penalizza i giallorossi nel corso della stagione, anche se questa volta l’effetto è indiretto. La lotta per non retrocedere è già durissima, ma episodi di questo tipo rischiano di renderla impossibile.

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