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Il Presidente Saverio Sticchi Damiani è intervenuto, nella giornata di ieri, presso il Senato della Repubblica, su invito della 7ª Commissione “Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport”, che si sta occupando delle “Prospettive di riforma del calcio italiano”.

Nel suo intervento il Presidente Sticchi Damiani ha evidenziato come il meccanismo incentivante che consentirebbe di premiare le società di Serie A che fanno giocare i giovani calciatori formati nei propri settori giovanili non sia mai stato applicato, pur essendo previsto dalla Legge Melandri. Nella sua breve relazione, ha spiegato le ragioni di questa anomalia e ha proposto delle soluzioni concrete per migliorare il sistema.

La crisi del calcio italiano dopo EURO 2024

Sostenibilità e competitività sono temi compenetranti. In un momento di difficoltà del calcio italiano dopo l’eliminazione a EURO 2024 si sta cercando di trovare la chiave di lettura giusta. Vedo che la tesi principale è dire che i nostri settori giovanili hanno troppi stranieri. Il Lecce viene additato come principale responsabile.

Non voglio difendere il Lecce, bensì centrare il punto. L’Italia è competitiva dal punto di vista dei giovani, l’U17 e l’U20 e hanno vinto competizioni importanti. Solo il 23% dei calciatori del campionato Primavera sono stranieri. L’analisi dunque è sbagliata ed è un alibi per giustificare gli insuccessi. 

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Il problema sono le prime squadre di Serie A, che hanno prevalentemente stranieri. Se andiamo a vedere i titolari italiani in Serie A sono poco più di 100: un bacino ristretto per il CT della nazionale.

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