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Doveva ritrovarsi, ci sta riuscendo. E ora la domanda diventa inevitabile: quella di Ed McJannet alla Ternana è una semplice crescita o l’inizio di un ritorno in pianta stabile a Lecce?

Dopo 57 presenze in Primavera, il passaggio tra i professionisti era stato più complicato del previsto. A Cerignola, nella scorsa stagione, solo 14 apparizioni, spesso da subentrato, senza mai incidere davvero. Un anno di adattamento, più che di affermazione.

A Terni, invece, il percorso ha preso un’altra direzione. 28 presenze, 1 gol e 2 assist, ma soprattutto continuità e centralità nel sistema di gioco. L’inizio era stato simile al passato: spazio limitato nel 4-3-3 di Fabio Liverani, con alternanza tra panchina e campo.

La svolta arriva il 26 novembre, contro il Giugliano. Da quel momento McJannet entra stabilmente nelle rotazioni, mentre la Ternana cambia pelle passando al 3-4-3 o al 3-5-2. In questo nuovo assetto trova la sua dimensione da interno destro o da centrale di centrocampo: più coinvolto, più responsabile nella costruzione, più dentro il gioco.

Gli assist nel derby del 7 dicembre e nella gara successiva contro l’Union Brescia certificano il salto di qualità. Il gol in Coppa Italia contro il Potenza aggiunge un tassello, anche se il percorso si interrompe ai rigori contro la futura vincitrice del torneo.

Ma il dato più rilevante è un altro: la continuità. Salta solo una gara, contro il Ravenna, diventando di fatto un riferimento nel centrocampo umbro. A incidere è anche il contesto. A Terni trova fiducia, un allenatore che lo valorizza e uno spogliatoio con presenze familiari ai giallorossi come Majer, Dubickas e Pettinari. Elementi che accelerano il processo di crescita.

Ora lo scenario si apre. Lecce osserva. Un centrocampista più maturo, già abituato ai ritmi del professionismo e capace di interpretare più sistemi di gioco, può rappresentare una risorsa utile.

Non è ancora una certezza, ma il segnale è chiaro: McJannet non è più un prospetto da aspettare. Sta diventando un giocatore pronto.

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