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IL PRESIDENTE

Sticchi Damiani a 360°: progetto tecnico, società, futuro

Scritto da Pierpaolo Verri  | 

Il presidente Saverio Sticchi Damiani ha parlato nel corso della conferenza stampa dei soci convocata presso il Palazzo BN a Lecce. Di seguito le sue dichiarazioni in merito ai tanti temi trattati.

“Quando finisce una stagione si fanno delle analisi nel modo più oggettivo possibile, che vanno spiegate alla stampa e ai tifosi, se si resta in silenzio si fa parlare chi non ha contezza di niente e prendono piede interpretazioni sganciate dalla realtà dei fatti".

“L’anno scorso abbiamo proposto un progetto tecnico pluriennale di tre anni. Quando parlo di periodo triennale non vuol dire che fra tre anni andremo sicuramente in Serie A, come non vuol dire che non potevamo andarci già quest’anno. Già nel primo anno abbiamo sfiorato per ben due volte una promozione in A sfuggita sia nella stagione regolare sia ai Playoff. Dispiace perché c’erano le condizioni per andare su, ci siamo consumati per provare a raggiungere l’obiettivo. Abbiamo fissato un premio, il più alto da noi mai previsto e depositato in lega. Rispetto ai tanti complottisti che dicono che la società non voleva salire, una barzelletta che ricorre nei momenti di silenzio, dico che non c’è società al mondo che non vuole salire visto che la Serie A porta introiti per 50 milioni di euro. Negli ultimi mesi non abbiamo dormito la notte per sostenere i ragazzi e l’allenatore per raggiungere l’obiettivo”. 

"In questo primo anno del progetto tecnico abbiamo fatto tantissimo. Il progetto lo ancoro a Pantaleo Corvino, è lui che traccia le linee guida rispetto agli obiettivi della società. Quest’anno in due sole sessioni di mercato siamo riusciti ad acquisire giocatori giovani e di proprietà, invidiati da tutta Europa. Siamo riusciti a renderli protagonisti, penso a Hjulmand, Henderson, Bjorkengren, Listkowski, Rodriguez, Gallo. Penso alle oltre 15 acquisizioni a titolo definitivo intervenute per la Primavera e l’Under 17. In questi anni Delvecchio ha costruito una base con i giovani del territorio e abbiamo aggiunto linfa con giovani di campionati lontani. Sono convinto che qualcuno di questi il prossimo anno lo vedremo in prima squadra. La Primavera si sta giocando la possibilità di andare in Primavera 1, l’Under 17 è prima in classifica e la prima squadra ha fatto un campionato di vertice”.

“Oggi devo raccontarvi tutto quello che è accaduto quest’anno. In C e in B è stato fatto un lavoro egregio, la Serie A è stata un’occasione perduta dal punto di vista del patrimonio tecnico che avremmo potuto costruire e non abbiamo costruito. Il Lecce in Serie A può pure retrocedere all’ultima giornata, quello che non può accadere è che con un budget di 30 milioni non ci sia rimasto granché dal punto di vista del patrimonio tecnico. Abbiamo disperso il patrimonio, ad eccezione di Gabriel e Gallo. I big di questo campionato sono giocatori che c’erano già dalla B precedente. Il paracadute è un po’ fumo negli occhi: se non è accompagnato dal patrimonio tecnico, il solo paracadute, di sette milioni di euro, viene dimezzato se serve per pagare giocatori che ci siamo trascinati dalla A alla B che non sono funzionali al progetto ma che sono a libro paga.

"Le due cessioni che sono state fatte rispetto a richieste dei calciatori scontavano un mercato povero e non hanno portato grandi risorse alla società, si tratta delle cessioni di Petriccione e di Falco. Quella di Falco non ha portato niente perché la Stella Rossa non ha rispettato i termini per il pagamento della prima tranche e abbiamo aperto un contenzioso”.

“Pantaleo Corvino ha accettato al massimo la sfida del Lecce. Siamo una società che fa tutto con i giusti numeri, con sacrifici e con fantasia. La B di quest’anno è iniziata con dei mal di pancia di giocatori che volevano giocare in Serie A ed erano scontenti. Queste sono stagioni che se iniziano male non sai come va a finire. Io non mi scorderò mai che dopo aver perso in casa col Pisa, nella successiva partita in casa col Vicenza, avevamo Pettinari col mal di schiena. A proposito di Pettinari, verso settembre/ottobre gli abbiamo proposto un triennale a cifre importanti che non ha voluto accettare, chiedeva cifre che non sarebbe stato giusto riconoscergli rispetto ai numeri dello spogliatoio. Ricordo che contro il Vicenza avevamo Pettinari col mal di schiena, Falco proiettato ad andare altrove e non si rese disponibile. Perdevamo 1-0 e vi garantisco che se avessimo perso quella partita sarebbe stato un campionato per non retrocedere. Invece entrò Rodriguez che fece due gol in pochi minuti e lì ci fu una svolta. L’altra svolta ci fu contro l’Empoli: eravamo surclassati dall’avversario, entrò un gruppo di ragazzi che non stavano dietro chiacchiere e diedero la svolta. Da lì è scattata la molla che ci ha consentito di fare le vittorie consecutive che ci hanno portato a cullare il sogno della serie A. 

Rispetto agli obiettivi mancati è stata fatta un’analisi e si è pensato che per il progetto di crescita triennale si poteva fare una scelta differente rispetto alla guida tecnica, che aveva mostrato pregi e difetti. Rispetto ai difetti si è deciso di cambiare nell’ottica di crescita. L’allenatore non è stato un capro espiatorio. Abbiamo subito un danno per la mancata promozione che va dai 40 ai 50 milioni. 

Quando ci si iscrive al campionato di B bisogna ottemperare alle pendenze per 5 milioni ed è quello che abbiamo fatto”. 

“Nella prossima stagione dobbiamo continuare a crescere come stiamo facendo. Quest’anno non c’è paracadute, dobbiamo lavorare con le risorse della società in un momento di crisi. Il livello di difficoltà è massimo e il margine d’errore è minimo. In questo momento stiamo chiedendo al nostro direttore di patrimonializzare il club, nonostante un budget contenuto. Solo chi non legge un giornale sportivo non si rende conto che c’è un ridimensionamento in tutta la Serie B. 

Quest’anno mi ha fatto piacere sentire da Maggio di aver trovato raramente un’organizzazione nella sua carriera come quella che ha trovato a Lecce. Sull’area tecnica l’obiettivo è di continuare a crescere acquistando giovani di proprietà, collocando gli esuberi in un mercato difficile e povero”.

“Per quanto riguarda la società, René de Picciotto non ha fatto mai mancare il suo supporto in termini economici e di idee. Il gruppo societario ha fatto grandi sacrifici in questi anni, dietro di noi non ci sono fondi internazionali, siamo una delle poche società in cui i soci partecipano come persone fisiche”. 

“Abbiamo firmato la convenzione per la concessione del Via del Mare. Speriamo sia un’opportunità, si tratta di un modo per risolvere un problema. Il Via del Mare è uno stadio vecchio e i lavori di straordinaria amministrazione il Comune non poteva eseguirli perché non aveva risorse. Pur non spettando al Lecce in questi anni abbiamo speso tre milioni sullo stadio che spettavano all’amministrazione. Il giorno dopo la stipula della convenzione ci siamo impegnati a fare lavori per altri 2,9 milioni. Se dovesse rientrare il pubblico allo stadio potremmo provare a rientrare delle spese sia con gli eventi sportivi e sia con spettacoli e concerti. Ci siamo inventati il modello M908, la Lecce Program, abbiamo puntualmente ripianato le perdite con risorse personali. Lo abbiamo cercato di fare con buon senso ed equilibrio”.

“Pochi giorni fa ho chiesto a René, con cui è nata un’amicizia di cui sono davvero contento, qualcosa in più rispetto a questi anni. Il suo impegno non è mai mancato, ognuno ha fatto il suo. Gli ho chiesto un impegno maggiore, per la sua capacità di gestire società, gli ho chiesto la possibilità di essere più presente e dare il suo contributo in termini di esperienza e relazioni. René ha il 39%, gli ho chiesto una maggiore presenza anche nel CDA. Rispetto a chi diceva che René si era stufato abbiamo voluto invece dimostrare il contrario rilanciando il suo impegno”. 

“Speriamo di costruire una squadra giovane che sappia far divertire, vogliamo che la gente si identifichi in questa squadra. Vogliamo una squadra di giovani terribili, con qualche senatore a darci una mano. Ringrazio i tifosi che ci sono stati vicini in tutti i modi. Cercheremo, tra mille difficoltà, di fare bene e renderli orgogliosi”. 

“I diritti della Serie B il prossimo anno sono stati venduti a Sky e ad altri partner, anche internazionali. La partita della vendita dei diritti non è ancora finita. Grazie a un lavoro straordinario siamo riusciti a raddoppiare i diritti tv della Serie B rispetto all’anno scorso. Non basta, oltre a questo è necessario riaprire gli stadi. La serie B senza pubblico non è destinata a grandi prospettive”.

“Stiamo ragionando l’ingresso di De Picciotto nel CDA personalmente o tramite persona di fiducia. L’obiettivo è farlo entrare personalmente, lui vorrebbe una società di revisione di primaria fascia per la società. Mi sono attivato già per parlare con primarie società di revisione. Poi vorrebbe una serie di altre cose legate alla governance, tipiche delle aziende. Ne stiamo discutendo”.

“L’obiettivo? A inizio anno uno può dire quello che vuole. Lo scorso anno l’Entella e il Venezia avevano lo stesso monte ingaggi, questo dà l’idea del campionato. È un torneo ricco di difficoltà. Noi non abbiamo la possibilità di costruire squadre senza budget per ammazzare il campionato. Se indoviniamo tutto possiamo fare un campionato ambizioso”.


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