Di Francesco è chiaro: "Vi dico cosa mi aspetto dal mercato". E su Stulic e Pierotti
Le parole di Eusebio Di Francesco in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport
Eusebio Di Francesco, tecnico del Lecce, ha rilasciato alcune dichiarazioni rispetto all’anno che verrà ed alla stagione che andrà ad affrontare sulla panchina giallorossa. Ecco di seguito le sue parole a La Gazzetta dello Sport:
Anno zero?
Non penso, adesso c’è Stefano Trinchera che ha lavorato tanti anni al fianco di Corvino che chiaramente ha fatto benissimo qui e non solo qui. Trinchera ha realizzato il suo percorso e adesso è pronto per portare qui le sue idee. E’ cresciuto gradualmente, come succede anche agli allenatori.
Evoluzione
Come mi sono evoluto? Con alti e bassi ho cercato di migliorarmi, di integrare anno per anno le conoscenze. Lo faccio anche adesso. E’ passata l’epoca del Di Francesco integralista, anche se certi principi di gioco mi piace portarli avanti: su tutti cercare di migliorare i giocatori, soprattutto i giovani.
Ultimi anni
Direi che tutti gli ultimi anni per me sono stati impegnativi sul piano emotivo... Dopo la festa per la salvezza sono andato cinque giorni a Dublino, poi sono stato a Pescara dove sto sempre bene con familiari e amici. In più avevo anche il matrimonio di Federico. È il primo dei miei figli che si sposa e mia moglie voleva essere pronta.
Calciomercato
Sicuramente in attacco dove sono andati via dei giocatori e dove ora siamo 'corti'. Poi ci serve un terzino destro perché anche lo scorso anno a un certo punto in quella posizione avevamo solo Danilo Veiga e quando è mancato lui ho dovuto adattare altri giocatori e queste cose a me non piacciono tanto. Comunque non bisogna avere fretta, Trinchera sa bene di cosa abbiamo bisogno, in linea con le possibilità societarie.
Caso Banda
Su questo sposo la linea della società che credo stia facendo quello che è giusto fare. Poi vedremo.

La sorpresa
Direi Santiago Pierotti: è un grande lavoratore e sa fare un po’ tutto. Adesso lo sto facendo lavorare da mezzala, vediamo come va.
Stulic
Nikola non ha espresso tutto il suo valore e spesso nel campionato italiano ci sono stati giocatori che sono esplosi dopo un anno di adattamento. Di sicuro potrebbe succedere anche a lui.
Regole in ritiro
Gli orari da rispettare, sia per gli allenamenti sia per quando si va a riposare. In ritiro è più facile controllare visto che sono qui... In generale sono tutti bravi. Certo, rispetto al passato manca lo spirito di aggregazione che c’era prima. Ai miei tempi magari c’erano 15-16 giocatori che si fermavano nella hall dell’hotel a chiacchierare o a fare una partita a carte o a biliardino. Adesso si sta attorno al tavolo e ognuno guarda il suo telefono mentre parla con l’altro. Ma è la società che è cambiata, basta andare in un ristorante e guardare le persone.
Difficoltà in ritiro senza gruppo definitivo
Per un allenatore è complicato perché non è semplice dare un’identità alla squadra, ma vale per tutti. Lo sappiamo e proviamo ad adattarci. Anche durante le prime giornate, con il mercato ancora aperto, non è semplice lavorare: speriamo che in futuro le cose cambino e che si chiudano i trasferimenti quando c’è il via della stagione.

