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Giornata da cancellare. Per il Lecce, per la sconfitta, ma soprattutto per il finale di partita e per il gesto di Roberto D’Aversa. 

L’allenatore del Lecce ha commesso un’ingenuità che gli costerà molto cara. Per lui è in arrivo una maxi squalifica ma quanto accaduto nel finale potrebbe segnare anche il suo futuro da allenatore. Di certo la violenza non è giustificabile e quando arriva da un tecnico che dovrebbe rappresentare una società, un popolo ed una città è assolutamente da condannare, in ogni sua forma ed espressione. 

Non è la prima volta per un allenatore del Lecce

Senza andare troppo indietro nel passato, evitando di raccontare avvenimenti risalenti a troppi anni e riguardanti un altro calcio, impossibile dimenticare un’altra triste pagina del calcio leccese legata ad un atteggiamento da condannare da parte di un allenatore giallorosso. Il 7 giugno del 2014, infatti, attorno all’allora tecnico giallorosso Franco Lerda, nei minuti successi al triplice fischio della finale contro il Frosinone, si è scatenata una rissa, con l’allenatore dei salentini assoluto protagonista.

Franco Lerda

La decisione

L’allenatore ha subito poi una lunga squalifica, sette mesi di stop motivati con queste parole: 

In reazione alle provocazioni di un tesserato della squadra avversaria si scagliava contro quest'ultimo e lo colpiva con un pugno; allontanato da alcuni addetti alla sicurezza e dai propri dirigenti, ne eludeva l'intervento e raggiunto un calciatore della squadra avversaria lo strattonava e lo colpiva con una manata al volto; dopo essersi apparentemente calmato raggiungeva la curva dove erano posizionati i sostenitori della propria squadra per salutarli unitamente ad alcuni calciatori; nel rientrare negli spogliatoi veniva raggiunto da insulti e provocazioni da parte di alcuni sostenitori locali che erano entrati sul terreno di gioco; in reazione a tali comportamenti si scagliava contro un giovane tifoso locale e dopo averlo colpito e mandato con un calcio per terra lo colpiva nuovamente con due pugni, dirigendosi poi di corsa verso gli spogliatoi.

Insomma, non è la prima volta che accade ma questi episodi rappresentano pagine buie del nostro calcio, da cancellare immediatamente per evitare che sporchino questo magnifico sport. I bambini devono appassionarsi ad un gioco divertente, nel quale si vince e si perde sempre senza violenza. 

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