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Sandro Mencucci, nuovo amministratore delegato dell'Unione Sportiva Lecce, è stato presentato oggi in conferenza stampa dal presidente Saverio Sticchi Damiani ed ha parlato del suo ingresso in questa società: 

LECCE

“Per me è un giorno speciale, Lecce è una citta per la quale ho avuto sempre simpatia, la squadra mi è sempre piaciuta. Oggi mi ritrovo a tramutare la mia simpatia in amore. Ringrazio il presidente per avermi voluto fortemente qui, come ha detto prima ha provato a portarmi qui già qualche anno fa. Ho lavorato nella Fiorentina, riportandola dalla C2 alla A e facendo stagioni di Champions, poi con il Leeds, riportandolo in Premier e lavorando con Bielsa. È la prima volta che lavoro al sud, spero di integrarmi presto e cercherò di lavorare per rendere questa squadra importante come quella che ho sempre conosciuto”.

SOCIETÀ

“Ho conosciuto tutti gli altri splendidi soci, è la prima volta che lavoro con più soci, perché nelle mie precedenti esperienze erano al massimo due. Sono contento anche di riunirmi al geniale Pantaleo Corvino, il direttore dell’Area tecnica migliore che abbia mai conosciuto. Ho lavorato 10 anni con lui ed insieme abbiamo raggiunto grandi obiettivi sia dal punto di vista sportivo che economico. Arrivo nel momento migliore, questa promozione la sento anche mia per aver contribuito in minima parte. Ho trovato persone intelligenti, innamorate del loro lavoro e sono molto felice di questo. Non voglio fare proclami o slogan e non vorrei essere scontato. Voglio costruire un sogno su basi solide che non costituisca una fantasia, ma qualcosa che diventi reale. Non sarà facile e non farà finta che sarà facile, non mi sento un risanatore di debiti, che ci sono ma è fisiologico. Quest’anno abbiamo l’opportunità di passare dall’introiti della B a quelli della A. Dovremo fare delle scelte intelligenti, alzarsi presto al mattino, arrivare prima degli altri e quest’opera di riduzione del debito dovrà essere fisiologica ma non troppo rapida”. 

EQUILIBRIO 

“Dobbiamo trovare questo giusto mix per dare al direttore Corvino un budget per costruire una squadra all’altezza. Saranno 3 anni modellati, di certo non uguali. Avremo la partenza, il sostentamento ed il consolidamento. Noi competiamo per vincere ma sappiamo che non sarà sempre possibile farlo. L’importante è che questa squadra ogni anno costruisca un tassello in più. Non mi definisco un uomo di numeri ma uno sviluppatore di idee, non potete immaginare le miriadi di adempimenti che ci sono in una società di calcio. Non parlerò mai di un giocatore, mai dell’area tecnica, io con Pantaleo parlo solo in termini economici e non sportivi”. 

PROGETTO 

“Noi avremo circa 40 milioni di fatturato e dovremo competere con società che ne avranno 100, 200 e oltre. La cosa migliore da poter fare, volendosi paragonare alla famiglia Della Valle, è di essere una società seria ed anche gestita seriamente, nel medio termine auto sostenibile. L’analogia che vedo è quella di poter trovare grandi giocatori, grandi talenti, scovare ragazzi piccoli e poi vederli campioni, a Firenze ho visto Bernardeschi e Chiesa, dà grande soddisfazione e li considero come dei miei figli. Vogliamo creare un settore giovanile importante, vi dico che non è facile rimanere in Primavera 1 dopo un solo anno. Pantaleo ha fatto già un grande lavoro ed ogni anno dovremo fare un passo in avanti”. 

APPEAL 

“Persone straniere che si avvicinano a questa società ce ne sono tante e questo perché Lecce ha una grande reputazione, sia a livello nazionale che a livello internazionale. Voi a volte vi sottovalutate, non avete idee quante chiamate ho ricevuto per complimentarsi con me di questa nuova avventura. Questa società ha una reputazione che va fuori dal Salento. Credo che sia necessario andare via da qua per capire l’importanza di questo territorio. Qui abbiamo soci che sono persone fisiche, non aziende, hanno sacrificato tempo e risorse. Siamo diversi dagli altri perché noi piangiamo di più per una sconfitta ed un fondo non piange, ma sarà bello affrontare questa sfida”. 

MODELLO INGLESE

“In Italia non è possibile replicare il modello inglese del manager, ma per un semplice motivo. In Inghilterra non ci sono presidenti che fanno il mercato. Lì ci sono proprietà ed il manager che fa il mercato. In Italia molti presidenti si occupano di calciomercato, poi c'è il direttore sportivo e poi anche l’allenatore. Ci sarebbe una confusione di ruoli che non farebbe bene. Solo per questo motivo non è replicabile. Dal punto di vista economico le società inglesi sono molto strutturare ma sono anche piene di soldi. Quando arrivi in Premier League per la prima volta, anche se sei stato in Championship per 12 anni, prendi circa 100 milioni di pounds. Il Lecce quest'anno dovrebbe prendere dai 28 ai 32 milioni di euro per la promozione. Ci sono troppe differenze". 

SERIE A

“Noi siamo piccoli ma belli e dobbiamo confrontarci contro realtà che sono stritolanti per certi versi. Dobbiamo essere più bravi di altri. Io di calcio potrei stare a parlare di tutto il giorno, ho lavoratori posti diversi nel mondo ma vedrete che sono sicuro che questa proprietà vi darà soddisfazioni e divertimenti. Non facciamo promesse ma lavoreremo per farvi divertire”. 

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