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Si sa, di ricordi non si può vivere in eterno ma il nome di quel biondino con la fascia da capitano e il numero 42 sulle spalle, difficilmente verrà dimenticato qui nel Salento. 

Vederlo calcare palcoscenici così importanti e prestigiosi, è per noi tifosi più affezionati motivo di grande orgoglio e soddisfazione nei suoi riguardi. Si può dire tutto di questo sport ma che non trasmetta sentimenti ed emozioni assolutamente no. Non lo accetto. E se a distanza di tempo, scrivo ancora belle parole nei suoi riguardi è perchè evidentemente qualcosa, da parte sua, è stata lasciata. E anche da parte nostra, sicuramente, gli abbiamo trasmesso sensazioni che mai verranno dimenticate. 

Ci sono storie che vale la pena raccontare e ogni tanto rimembrare, e quella di Morten Hjulmand per questi colori è una di quelle. Ma come tutte le cose più belle, prima o poi, inevitabilmente finiscono e lasciano strada a nuove esperienze, a nuovi capitoli. Come quello di Ramadani. L'inizio di un nuovo ciclo, di una nuova avventura. Ylber è arrivato in estate, fortemente voluto da Corvino, dall'Aberdeen (club scozzese). 

Il ruolo è ben preciso: sostituire il biondino partito alla volta del Portogallo. Compito arduo, responsabilità non indifferente ma il ragazzo è entrato perfettamente nella parte, inserendosi con grande disinvoltura e personalità all'interno del contesto giallorosso. Imprescindibile, inamovibilie all'interno di questa rosa. Tiene il ritmo dei compagni e quando non è in partita la squadra ne risente eccome.

In questo articolo, grazie al database di FootData, vogliamo offrirvi un confronto tra l'attuale play del centrocampo salentino e l'oramai ex capitano della scorsa stagione. Quale sarà il loro andamento?

Innanzitutto dobbiamo partire da un dato non indifferente, quello degli incontri giocati: lo scorso anno Hjulmand ha preso parte in 35 partite di Serie A per un totale di 3422 minuti mentre, fino ad ora, Ramadani in 12 per un totale di 1127 minuti giocati, risultando tra i giocatori più impiegati, dai loro rispettivi tecnici Baroni e D'Aversa, tra i loro compagni. Non sorprende, vista l'importanza del loro ruolo di regia, davanti alla difesa. E' proprio dai loro piedi, infatti, che parte nella maggior parte dei casi la manovra dell'intera squadra. Sono loro che dettano i tempi di gioco, recuperando palloni dagli avversari.

Tra i dati numerici che accomunano i due giocatori, ve ne è uno in particolare, quello relativo ai gol. Infatti, nessuno dei due è mai riuscito a gonfiare la rete sebbene per il centrocampista albanese ci sia ancora speranza, considerando la lunghezza della stagione rimanente. Discorso differente, invece, quello relativo agli assist con l'ex capitano dei giallorossi in netto vantaggio: 4 messi a referto nell'ultimo campionato di Serie A contro i zero di Ramadani.

Mortem Hjulmand contro la Lazio

Per quanto riguarda il tema passaggi, vista la quantità di partite giocate, è in vantaggio Hjulmand con ben 1301 tentati e 1032 riusciti, con una media pari al 79.3% ma attenzione a Ramadani: fino ad ora, 452 tentati e 383 riusciti con una media pari all'84.7% di precisione. Numeri certamente confortanti e in continuo cambiamento.

C'è un altro dato, in cui l'attuale numero 20 giallorosso sembri essere, considerando il campionato in corso, in vantaggio sul ragazzo danese: quello dei lanci lunghi. Ramadani, fino ad oggi, ne ha tentati 77 con una media realizzativa pari al 72.7% a fronte dei 176 di Hjulmand con una media di lanci riuscita pari al 54%.

Per quanto riguarda i tiri, Ramadani ne ha totalizzati 13, a fronte dei 17 dell'attuale giocatore dello Sporting Lisbona. Di questi 13, però, solo 2 sono stati indirizzati verso lo specchio della porta con una media pari al 15.2% mentre Hjulmand ha calciato verso il portiere in 4 circostanze con una media pari al 23.5%. Inoltre, l'attuale centrocampista del club salentino ha tirato fuori dalla porta in 4 occasioni con una media pari al 30.8% mentre Hjulmand ha calciato a lato 8 volte con una media pari al 47.1%. Infine, Ramadani si è fatto respingere in 4 circostanze la conclusione con una media pari  al 30.8% mentre il danese in 5 episodi con una media pari al 29.4%.

C'è un dato in cui, invece, Hjulmand sembra essere in vantaggio: quello relativo ai duelli difensivi ma non sorprende considerando che è un punto di forza che lo ha sempre contraddistinto. Sono ben 229 con una media di scontri vinti pari al 36.2%. Di questi 229, 54 sono avvenuti nella metà campo avversaria mentre i restanti 175 in quella propria; Ramadani, invece, ne ha totalizzati 117 con una media di contrasti vinti pari al 20.5%. Di questi 117, 33 sono avvenuti nella metà campo avversaria mentre i restanti 84 in quella propria.

Ylber Ramadani contro Luis Alberto

Anche per quanto riguarda i duelli aerei sembra essere in vantaggio il numero 42: 70 contro i 28 dell'albanese. Hjulmand ne ha vinti 41 mentre Ramadani 13 con una media pari al 58.6% a fronte del 46.4% dell'attuale numero 20.

Per quanto riguarda il dato relativo ai dribbling: 16 ne ha prodotti Ramadani, 9 dei quali riusciti con una media pari al 56.3% mentre Hjulmand ne ha totalizzati 24, 15 dei quali riusciti con una media pari al 62.5%.

Infine, per quanto riguarda i cross: 5 ne ha forniti il centrocampista albanese con una media pari al 40% di traversoni riusciti, a fronte dei 15 di Morten con una media pari al 33.3% di tentativi andati a buon fine.

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