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Il Lecce può provare a chiudere la stagione anche con due attaccanti. Non è ancora una svolta annunciata, ma è una possibilità che Eusebio Di Francesco ha evocato in modo chiaro parlando del ritorno di Camarda. Le sue parole aprono infatti a una soluzione tattica diversa, da utilizzare magari non per tutta la partita, ma almeno in alcuni momenti specifici delle gare.

“L'ho trovato vivace e voglioso. Non mi ha dato la sensazione di aver paura del contatto fisico con i propri compagni. E' un'arma in più per questo finale di stagione, anche per avere l'opportunità di giocare con il doppio attaccante a seconda delle scelte in alcune partite”, ha detto il tecnico giallorosso.

Dentro questa dichiarazione c’è un passaggio importante. Il primo è il recupero di Camarda, che restituisce al Lecce una soluzione in più in un reparto offensivo che per lunghi tratti della stagione ha avuto poche alternative. Il secondo è l’idea stessa del doppio centravanti, che fin qui si è vista poco o nulla, ma che nel finale può diventare una carta da giocare soprattutto quando servirà aumentare il peso offensivo o cambiare il volto della partita.

Il tema non è soltanto numerico. Schierare due attaccanti non significa semplicemente aggiungere una punta, ma cambiare la natura dell’attacco. Significa avere una presenza in più dentro l’area, occupare meglio l’ultima linea avversaria e soprattutto distribuire in modo diverso i compiti tra chi viene incontro e chi attacca la profondità.

È proprio qui che entrano in gioco le coppie che, sulla carta, sembrano più credibili. La prima è Stulic-Camarda. La seconda è Stulic-Cheddira. In entrambe, il riferimento centrale può essere Nikola Stulic, che ha caratteristiche utili per lavorare da boa: proteggere il pallone, giocare spalle alla porta, assorbire il contatto con i difensori e favorire l’inserimento del compagno negli spazi più profondi.

Se il Lecce dovesse scegliere questa strada, il senso tattico sarebbe abbastanza chiaro. Stulic verrebbe usato come perno per fissare i centrali e facilitare lo sviluppo verticale, mentre Camarda o Cheddira potrebbero muoversi alle sue spalle o accanto a lui, attaccando lo spazio con più libertà. Sarebbe una soluzione che, almeno teoricamente, darebbe più sbocchi a una squadra che troppo spesso fatica a trasformare il possesso in occasioni vere.

francesco camarda

La coppia con Camarda avrebbe forse un profilo più fresco e mobile. Il ritorno del giovane attaccante offre al Lecce energia, vivacità e una disponibilità al movimento che può risultare utile soprattutto a partita in corso, quando i ritmi si abbassano e gli spazi si aprono un po’ di più. La coppia con Cheddira, invece, avrebbe un’impronta diversa, forse più orientata alla profondità e alla ricerca immediata della transizione.

Naturalmente il doppio attaccante non può essere letto come una formula magica. Per farlo funzionare serve che la squadra accompagni meglio l’azione, che i centrocampisti abbiano tempi giusti di supporto e che gli esterni o i quinti riescano a dare rifornimenti puliti. Altrimenti il rischio è quello di aggiungere uomini davanti senza migliorare davvero la qualità della manovra.

Per questo la chiave più realistica può essere proprio quella indicata indirettamente da Di Francesco: non una scelta obbligata dall’inizio, ma una risorsa da tenere pronta durante la gara. In certe partite, e soprattutto in certi momenti del match, il Lecce può avere bisogno di più peso offensivo, più presenza in area e più coraggio negli ultimi metri. Il doppio attaccante può servire esattamente a questo.

Nel finale di stagione, quando le partite valgono doppio e spesso si decidono nei dettagli, avere una soluzione alternativa davanti può essere un vantaggio. Non perché cambi da sola il destino del Lecce, ma perché permette di uscire da una certa prevedibilità offensiva che ha accompagnato la squadra per gran parte del campionato.

Se Camarda sta davvero tornando bene e se Stulic può essere utilizzato come riferimento per far salire la squadra e lanciare il compagno in profondità, allora il Lecce ha un’opzione in più. Magari non da trasformare subito in assetto di partenza, ma certamente da considerare come arma concreta per provare a cambiare le partite nel momento in cui servirà farlo.

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