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Il calciomercato di Gennaio e l'incredibile apporto di Luca Saudati

Silvio Baldini riteneva che ci fossero problemi in attacco. Non si faceva gol perché le punte erano scarse. Chiese a gran voce un suo pupillo, avuto all'Empoli: Luca Saudati, attaccante vecchia scuola. E arriva subito, praticamente.

Nemmeno il tempo di sistemare le valigie che lo butta in campo contro il Chievo, al centro dell'attacco al posto di Mirko Vucinic. Niente, a Verona si perde. Si perderà anche la volta dopo in casa contro la Samp e con Saudati in campo. 

Saudati non sembrava essere la panacea. Contro il Livorno va in panchina e si pareggia per 0-0. Una formula che si ripete ad Ascoli ma stavolta si perde ed è sempre 0 nella casella dei gol fatti. Saudati subentra a Giorgino senza però lasciare il segno.

Sarà l'ultima partita del duo Saudati-Baldini. Questa stagione nasconde un mistero che ci porteremo dietro per tantissimi altri anni. Forse qualcuno ce lo svelerà il motivo per cui Luca Saudati è durato una sola sessione di mercato a Lecce, ma non è questo l'articolo in cui sveleremo l'arcano. 

Sta di fatto che, forse spaventato dai risultati, il centravanti fece un passo indietro e tornò al vecchio club prima della chiusura del mercato. Baldini fu esonerato e al suo posto fu messo un promettente Roberto Rizzo, autore degli scudetti Primavera.

Il sistema di gioco di Rizzo e la cavalcata verso la quasi salvezza

Roberto Rizzo aveva studiato Zeman. Ne era un estimatore. Non rinunciò del tutto all'idea di giocare con un 4-3-3, sviluppò un tema simile giocando con un 4-1-4-1 accorto, ma capace di ripartenze importanti.

Si giocò questo sistema di gioco contro l'Inter, all'esordio. Ledesma davanti alla difesa, Babù a destra e Cassetti a sinistra, Vucinic unica punta. La partita fu strepitosa dal punto di vista del gioco e delle occasioni, ma chiaramente se la portò a casa l'Inter che riuscì a segnare al 72esimo e al 93esimo.

Così scriverà il Corriere della Sera:

L'Inter ha capito in fretta che il Lecce non sarebbe stato disposto a regalare nemmeno un centimetro. Difesa a quattro, centrocampo rinforzato con cinque uomini, compreso il brasiliano Babù a destra, squadra corta, decisa a togliere spazio e ossigeno ai nerazzurri e a lanciare in contropiede Vucinic.

E poi…

Il tema della partita non subiva variazioni nemmeno nella ripresa, aperta da un tiro finalmente alla Adriano (Benussi in angolo, 3'): semmai era il Lecce ad aumentare velocità e la pericolosità del contropiede, con salvataggi decisivi di Zanetti. Volendo abbattere il muro del Lecce a spallate, senza avere gli uomini per farlo, l' Inter si perdeva in un forcing disperato, con palle buttate in area senza precisione e un paio di punizioni senza energia. 

Insomma, tifosi contenti per il subentro di Robertino Rizzo e squadra che sembrava rivitalizzata. Il Lecce però continuava a fare fatica a portare a casa il risultato, nonostante il bel gioco ritrovato. 

Molte sconfitte, qualche pareggio e pure qualche soddisfazione come l'1-0 in casa contro il Milan firmato da Axel Konan contro il Milan stratosferico di Ancelotti.

Altre soddisfazioni? Nessuna. Il 3-1 a Genova contro la Sampdoria nell'ultima partita di campionato non cambiò le sorti: il Lecce terminò al terz'ultimo posto in classifica a soli 3 punti dalla salvezza.

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