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La stagione del ritorno in Serie C dopo 33 anni di assenza si è rivelata un incubo per il Brindisi, finiti ultimi in campionato e con 4 punti di penalizzazione a causa di alcune inadempienze finanziarie.

Ma se il campo ha dato come verdetto la retrocessione, le vicissitudini extra calcistiche potrebbero darne un altro ancora più forte: il fallimento. 

Solo a marzo la famiglia proprietaria del club, gli Arigliano, sono stati accusati dagli stessi calciatori di non aver corrisposto le mensilità di gennaio e febbraio, contribuendo a creare una situazione ancora più tesa. 

Numerose sono state le voci susseguitesi nel tempo su possibili imprenditori interessati all'acquisizione del club della città portuale, una tra tutte quella dell'interessamento dell'imprenditore tedesco Peter Dohlich, poi defilatosi dalla trattativa.

Oggi la speranza può essere rappresentata da una cordata di imprenditori romani che, come evidenziato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, dopo un mese di trattative hanno accelerato e potrebbero concretamente acquisire il club.

In realtà, la "cordata romana" non è una novità. A guidarla è infatti lo stesso vicepresidente del Brindisi, Damiano Pozzessere, che nel marzo 2024 dichiarò ad Antenna Sud di voler rilevare il club ma di aver bisogno di aiuto, con la volontà di:

creare un progetto sostenibile e a lungo termine.

Oggi questo aiuto sembra essere arrivato. La cordata, da sempre vista come secondaria rispetto ad altre trattative, ora è in prima fila. Ma il tempo stringe ed il closing sembra ancora essere lontano. 

La domanda di iscrizione alla prossima Serie D scadrà a metà luglio. Manca poco più di un mese per salvare il titolo sportivo ed evitare l'ennesima onta del fallimento. A Brindisi, sponda calcio, il tempo scorre, ma non lentamente.

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