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Ad un passo dalla storia

Scritto da Filippo Verri  | 

Mancano poche ore a Vicenza-Lecce: l'ultima spiaggia per i biancorossi, il primo match-point per i salentini. Una partita decisiva per entrambe le formazioni che si sono rese protagoniste di percorsi diametralmente opposti in questa Serie B e hanno un destino che appare quasi segnato.
Quasi, perchè alla storia del loro campionato manca un finale e difficilmente quest'ultimo farà sorridere entrambe le tifoserie.

Fiato sul collo per i padroni di casa, adrenalina e tensione per gli ospiti alla vigilia di una gara che alimenta discussioni da giorni. La posta in palio è troppo grande e tutti vorrebbero far parte di uno scenario incandescente, ma le notizie di cronaca ci informano che ciò non sarà possibile. Numerosi supporter salentini purtroppo resteranno fuori dall'impianto Romeo Menti e al fianco del Lecce (fisicamente) ci saranno solo 1300 salentini. Numeri che lasciano del rammarico pensando al fatto che in condizioni normali per una trasferta del genere il nostro tifo avrebbe riempito sicuramente più di un solo settore.

I presupposti extra-campo non sono dei migliori però, per fortuna, la squadra di Baroni ha lanciato  solo segnali positivi. La prestazione di Pisa è da manuale del calcio e ci consegna una squadra matura e pronta per raggiungere la massima posta in palio in seguito ad un percorso all'insegna della costanza.

I numerosi pareggi stagionali, che a metà dell'opera hanno persino indispettito parte della piazza, alla resa dei conti si stanno rivelando di vitale importanza, in quanto ora i punti da collezionare negli ultimi impegni sono appena due. Ironicamente si può constatare che se in quel di Reggio Calabria fosse arrivato il quindicesimo risultato di “X“, col senno di poi si sarebbe rivelato un toccasana, ma ciò non importa.

Una vittoria potrebbe spedire Lucioni e compagni nella storia del club, consegnando loro una passerella venerdì prossimo col Pordenone. Non saranno sicuramente d'accordo a Vicenza, dove parte del tifo ha persino sfidato la piazza avversaria attraverso dei messaggi poco simpatici.
La situazione più spiacevole resta sicuramente la loro, poiché i tre punti potrebbero persino non bastare in ottica salvezza.

La rivale Cosenza scenderà in contemporanea sul campo del Pisa e di recente ha stupito la categoria incanalando risultati pesanti come quello contro il Benevento. I punti di distacco in ottica salvezza sono tre, con i calabresi in vantaggio negli scontri diretti, e se sabato alle 16 dovessero restare tali o superiori decreterebbero la fine dell'avventura in B dei vicentini. Quest'ultima è una chiave di lettura da non sottovalutare, perchè l'inerzia della partita tra Vicenza e Lecce potrebbe variare anche in corsa se dall'Arena Garibaldi dovessero giungere clamorosi aggiornamenti. 

Discorsi che sicuramente non vengono affrontati nelle mura giallorosse: "guai a fare calcoli" il messaggio lanciato da Dermaku in conferenza e condiviso dall'intero spogliatoio.
La cultura del lavoro costruita da Baroni negli scorsi mesi porterà i salentini a scendere in campo con la determinazione di sabato scorso ed il traguardo ad un passo servirà da ulteriore stimolo.

Nel mese di aprile, di ritorno dalla pausa delle nazionali, il Lecce ha messo la quinta. A dare slancio a chi da tempo tirava la carretta ci hanno pensato Di Mariano e Blin. Il 10 è un esterno puro, di categoria, capace di raccogliere le attenzioni della difesa avversaria e di risultare decisivo dopo un infortunio rognoso. La sua assenza ha pesato negli equilibri della formazione leccese e difatti l’ex Venezia si è reso subito decisivo a Terni.
Il francese, grande assente del girone di andata per scelta tecnica, ha mostrato al calcio italiano come mai sul curriculum ci siano quasi 100 presenze in Ligue 1. Delle aggiunte che hanno perfezionato una macchina già performante.

Non è di certo questo il momento di tessere le lodi, ma non ci ha mai fatto così piacere sbagliare le probabili formazioni, perchè se ogni weekend ci sono almeno tre ballottaggi significa che l'organico, nel suo complesso, non è indifferente.
Se nella prima parte di stagione i gol sono arrivati quasi esclusivamente dal tridente, nello sprint finale ad insaccare delle reti pesanti ci ha pensato chi meno te lo aspetti: Helgason, Ragusa, Faragò e Blin.

Quanto di buono fatto dal club leccese è sotto gli occhi di tutti e a livello nazionale il passaggio alla massima categoria è considerato quasi una prassi. Il calcio però non regala nulla e la promozione in Serie A passa da Vicenza. Eventualmente ci sarebbe anche Pordenone, ma non ditelo ai deboli di cuore.
Avanti Lecce, un ultimo passo prima della storia.


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