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Cosa deve fare Eusebio Di Francesco per tirare fuori il Lecce da questo momento difficile? È la domanda che PianetaLecce ha rivolto alla propria community su Facebook, a corredo della puntata di PL Talk dedicata proprio alla situazione dell'allenatore giallorosso.

Le risposte sono state numerose e molto diverse tra loro. Da una parte chi ritiene che il tecnico debba cambiare qualcosa sul piano tattico e nelle gerarchie; dall'altra chi considera ormai esaurito il suo ciclo e chiede apertamente un cambio in panchina. In mezzo, anche chi individua soprattutto limiti nella costruzione della rosa e nelle caratteristiche dei calciatori.

Una parte dei tifosi chiede direttamente l'addio

È la posizione più netta emersa nei commenti. Salvatore sintetizza il proprio pensiero in tre parole: «Deve andare via». Sulla stessa linea David, che risponde semplicemente: «Le valigie».

Ancora più duro Gianni: «Se ne deve andare immediatamente». Alessandro, invece, lega il suo giudizio anche alle dichiarazioni dell'allenatore sull'organico: «È inutile che continui a sottolineare le carenze della rosa. Nessuno lo ha costretto a restare».

Anche Stefano contesta la continuità concessa al tecnico: «Dopo più di un anno non ho ancora visto granché. La squadra dovrebbe giocare a memoria». Per lui, la conferma di Di Francesco sarebbe stata un errore.

Il fronte critico è quindi ampio e non si limita al risultato dell'ultima partita: una parte della community mette in discussione il progetto tecnico nel suo complesso.

Il centrocampo è il problema più citato

Tra chi, invece, prova a cercare una soluzione senza partire dall'esonero, il tema ricorrente è soprattutto il centrocampo.

Simone individua un problema di qualità nelle giocate: «Bisogna alzare velocità di esecuzione e precisione». Nel suo ragionamento torna anche il tema delle palle perse centralmente e della necessità di servire maggiormente gli esterni. Andrea è ancora più netto su alcune gerarchie: «Ngom e Gaspar stanno facendo solo danni». Secondo lui il Lecce avrebbe soprattutto bisogno di ritrovare in mezzo al campo un giocatore con caratteristiche più aggressive, capace di dare equilibrio e interdizione.

Matteo, invece, guarda alla costruzione: «I tre di centrocampo devono stare vicini e scambiare palla per contenere il primo pressing avversario». Il problema, secondo la sua lettura, è anche nella distanza tra i reparti e nella difficoltà ad avviare l'azione.

Anche Chris concentra tutto sullo stesso reparto: «Bisogna trovare un centrocampo titolare e adeguato».

Maleh, Berisha, Ilic e Coulibaly: le soluzioni proposte

Diversi tifosi indicano anche i nomi sui quali ripartire. Cristian sostiene che «Coulibaly, Ilic e Maleh» possano rappresentare al momento il centrocampo migliore, aspettando una maggiore continuità da Berisha. Nello stesso intervento sottolinea però un aspetto tattico preciso: Coulibaly dovrebbe agire «sulla linea di centrocampo a spezzare il gioco», senza essere portato troppo avanti.

Roberto guarda invece al recupero della qualità: «Bisogna sperare nel pieno recupero di Berisha ed Ilic». Giuseppe considera Maleh praticamente imprescindibile e propone un centrocampo costruito insieme a Coulibaly e Berisha. Il punto comune è evidente: per molti tifosi, il Lecce deve trovare rapidamente una struttura stabile in mezzo al campo.

Il 4-3-3 divide: «Non deve diventare un dogma»

L'altro grande tema riguarda il modulo.

Domenico non boccia il 4-3-3, ma chiede maggiore elasticità: «Non può rimanere dogmaticamente attaccato a un solo modulo o ai soliti nomi». Secondo lui il Lecce dovrebbe essere in grado di alternare anche 3-5-2 e 3-4-3 in funzione delle caratteristiche dell'avversario e della partita.

Cristian va nella stessa direzione: «Si può cambiare modulo, in corsa, in base all'avversario».

Più drastico Giuseppe, che chiede apertamente di «abbandonare il fondamentalismo tattico improntato sul 4-3-3» e propone una soluzione con due punte.

Daniele riduce tutto a una formula: «4-4-2».

Anche Esposito propone «4-4-2 o 3-5-2», con una richiesta soprattutto offensiva: «Bisogna puntare solo la porta».

Monteiro, Pierotti, Gaspar e Ngom sotto osservazione

Non mancano le indicazioni sui singoli.

Maurizio chiede di «puntare sui giovani e mollare qualche convinzione», proponendo un attacco formato da Fatah, Monteiro e N'Dri.

Mauro insiste invece sull'utilizzo di Monteiro: «Qualcuno gli dica che Monteiro è un attaccante». Nel suo commento contesta anche l'utilizzo di Coulibaly in posizione troppo avanzata e chiede Gaspar fuori dall'undici.

Cosimo propone una scelta altrettanto netta: «Mettere in panca Pierotti» e dare continuità a Maleh.

Francesco prova invece a sintetizzare i problemi per reparto: «Abbiamo il problema del play basso, un problema serio in difesa e il problema della punta centrale». Secondo lui, sistemare centrocampo e attacco potrebbe permettere al Lecce di trovare una nuova quadratura.

C'è anche chi difende Di Francesco

Non tutti, però, ritengono che il problema sia principalmente l'allenatore.

Roberto usa una metafora molto chiara: «Se il sarto ha la stoffa mediocre non può confezionare un vestito di seta». E aggiunge che qualsiasi altro tecnico avrebbe comunque «seri problemi». Claudio sposta invece la responsabilità sui singoli: «Cosa può fare se Gallo ha i piedi invertiti, Stulic fa un altro sport?». Anche Lorenzo invita a non semplificare: «È più complesso il problema».

È una posizione minoritaria rispetto alle richieste di cambiamento, ma presente: per una parte dei tifosi, i limiti della squadra non possono essere risolti semplicemente sostituendo l'allenatore.

«Deve motivarli»

C'è infine chi porta il discorso fuori dalla tattica. Angela sintetizza il proprio pensiero così: «A parte gli aspetti tecnico-tattici deve motivarli».

Un concetto che introduce un'altra chiave di lettura. Perché, al di là di moduli, scelte e gerarchie, il prossimo compito di Di Francesco sarà anche quello di ricostruire fiducia, intensità e convinzione all'interno del gruppo.

Di Francesco davanti a un bivio

Il confronto nato sulla pagina Facebook di PianetaLecce non rappresenta naturalmente un sondaggio scientifico sull'intera tifoseria, ma fotografa bene il clima del momento.

La richiesta più radicale è chiara: una parte consistente di chi ha commentato considera esaurita l'esperienza di Di Francesco. Ma tra chi prova ancora a cercare soluzioni emergono tre indicazioni ricorrenti: maggiore elasticità tattica, gerarchie da rivedere e soprattutto un centrocampo più equilibrato.

La prossima partita dirà se Di Francesco sceglierà di intervenire in modo profondo o di insistere sulle proprie convinzioni. Perché, dopo le prime giornate, la domanda non riguarda più soltanto il sistema di gioco: riguarda la capacità del Lecce di cambiare passo.

 

 

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