Cosenza, il legame col Lecce e quell'aneddoto su Strambelli: "Successe l'imponderabile"
L'intervista a DoppioPasso Podcast all'ex difensore giallorosso
L'ex difensore del Lecce, Ciccio Cosenza, è stato protagonista dell'ultima puntata di DoppioPasso Podcast. Il difensore ha legato una parte della sua storia calcistica alla storia recente dei giallorossi, risultando uno dei protagonisti della doppia promozione dalla C alla B. “Tra tutte le esperienze è dove ho lasciato di più il segno, perché c'è un attaccamento spasmodico alla maglia, ci sono stato tanti anni, il doppio salto, le sofferenze vissute. Io tutt'ora ho un attività a Lecce e tanti amici. Se dovessi scegliere di andare a vivere in una città che non sia Reggio Calabria, casa mia, ti direi Lecce. La sento come una seconda casa”.
Poi racconta della sua esperienza con Liverani, il mister che riportò i giallorossi in cadetteria dopo sei anni: “Allenatore bravissimo, si era creato un grande gruppo”. Poi racconta un aneddoto su una sessione di calciomercato in cui il Lecce fu molto vicino a Strambelli: “Aveva fatto il trenino sotto la nostra Curva. Il direttore (Meluso, ndr) voleva comprarlo e successe l'imponderabile. C'era contestazione solo perché girava la voce dell'arrivo di questo ragazzo, barese, a Lecce. Nonostante ci servisse tantissimo, abbiamo detto ‘direttore, non possiamo…’. Poi ha preso Chiricò, che aveva fatto un'altra cosa, ed abbiamo avuto la contestazione. Non sono sciocchezze, sono cose fondamentali. Noi avevamo le bombe carta in campo il primo mese”.
Proprio sul calore della piazza giallorossa, Cosenza parla di come lui ami “piazze del genere, vivo per quello, ho giocato a calcio per questo motivo. Non volevo fare il calciatore che stava lì e si metteva tranquillo, volevo farlo al 100%. Ho sempre scelto piazze con un tifo caldo”.




