Lecce, il nodo Pierotti complica i piani: senza l’argentino Di Francesco perde l’equilibratore
Alla vigilia della sfida di Pisa resta un solo vero dubbio di formazione: Santiago Pierotti, che fino a ieri non si è allenato con il gruppo. Un’eventuale assenza peserebbe soprattutto sugli equilibri del sistema di gioco
Alla vigilia di Pisa-Lecce il vero nodo di formazione porta il nome di Santiago Pierotti. Al momento è questo l’unico dubbio concreto per Eusebio Di Francesco, anche perché fino a ieri l’esterno argentino non si è allenato con il gruppo e la sua presenza resta da valutare.
Lo ha detto anche l'allenatore nelle dichiarazioni rilasciate ieri alla stampa:
L'unico in dubbio è Pierotti, ma valuteremo domani le sue condizioni. Ad oggi non si è ancora allenato con la squadra.
Il problema, però, non riguarda soltanto il valore del singolo, ma soprattutto il peso che Pierotti ha negli equilibri della squadra. Se non dovesse recuperare in tempo, per il Lecce si aprirebbe infatti una difficoltà importante nella costruzione dell’undici iniziale, perché verrebbe a mancare quello che, più di altri, può essere definito un equilibratore.
Pierotti, infatti, è uno di quei giocatori che riescono a tenere insieme le due fasi con maggiore continuità. Sa accompagnare l’azione offensiva, ma allo stesso tempo garantisce copertura, letture e lavoro senza palla in una misura che gli altri esterni della rosa non riescono a dare con la stessa completezza. In questo senso il suo eventuale forfait peserebbe non solo in avanti, ma soprattutto nella tenuta complessiva del Lecce.
L’alternativa più naturale, almeno per caratteristiche di ruolo, sarebbe N’Dri. Ma tra i due c’è una differenza abbastanza evidente nella gestione della doppia fase. N’Dri ha più strappo, più uno contro uno e più capacità di accendere una giocata improvvisa, ma oggi non sembra offrire la stessa affidabilità di Pierotti quando c’è da dare ordine al sistema, accompagnare il terzino e mantenere la squadra dentro gli equilibri della partita.
È proprio qui che nasce il vero problema per Di Francesco. Il Lecce non avrebbe sostituti naturali realmente equivalenti lungo le fasce e, senza Pierotti, rischierebbe di ritrovarsi con una coperta ancora più corta in un reparto già fragile. In altre parole, non si tratterebbe soltanto di cambiare un interprete, ma di modificare il funzionamento stesso della catena laterale.
E c’è anche un altro aspetto. Senza Pierotti, il Lecce potrebbe trovarsi costretto a cambiare sistema di gioco a partita in corso, soprattutto nel caso in cui servisse un aggiustamento offensivo o una diversa occupazione degli spazi laterali. La mancanza di un cambio naturale sulle fasce toglierebbe flessibilità proprio dentro una gara che, per peso e tensione, richiede anche la possibilità di correggere in corsa senza snaturarsi troppo.
Per questo il recupero dell’argentino avrebbe un valore che va oltre la semplice presenza in distinta. In una partita come quella di Pisa, dove il Lecce ha bisogno di restare compatto ma anche di trovare sbocchi offensivi puliti, Pierotti rappresenta uno dei pochi profili capaci di tenere insieme corsa, disciplina tattica e contributo offensivo.
Il dubbio, quindi, resta pesante. Se Pierotti recupererà, Di Francesco avrà almeno una certezza strutturale dentro il suo assetto. Se invece dovesse alzare bandiera bianca, il Lecce non perderebbe soltanto un esterno: perderebbe un pezzo importante del proprio equilibrio.





