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L'avventura di Filip Marchwiński al Lecce è già finita. Il centrocampista polacco è tornato in patria dopo un'esperienza che, numeri alla mano, non può che essere definita deludente.

Arrivato nell'estate del 2024 dal Lech Poznań, Marchwiński rappresentava uno dei principali investimenti del mercato giallorosso. Un giocatore giovane ma già affermato nel campionato polacco, e sui taccuini di parecchi direttori sportivi europei, sul quale Pantaleo Corvino aveva deciso di puntare con convinzione. L'investimento non era di poco conto: 3 milioni di euro più un milione di bonus. Una cifra importante per gli standard del Lecce, anche se almeno la parte variabile dell'operazione, se legata alle prestazioni, potrebbe non essere corrisposta al club polacco.

Il bilancio sportivo, però, è impietoso. In due stagioni Marchwiński ha disputato appena 14 minuti in Serie A e 92 minuti in Coppa Italia, distribuiti in appena due presenze. A pesare è stata certamente la rottura del legamento crociato, un infortunio che ne ha compromesso definitivamente il percorso in giallorosso. Sarebbe però riduttivo attribuire tutto a quel problema fisico.

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Già prima dello stop, infatti, il fantasista non era riuscito a ritagliarsi uno spazio importante. Luca Gotti aveva chiesto espressamente un trequartista in grado di incidere tra le linee, ma non ha mai ritenuto Marchwiński pronto per il calcio italiano, giudicandolo troppo leggero dal punto di vista fisico. Una valutazione che, nei fatti, è stata condivisa anche dagli allenatori che si sono succeduti sulla panchina del Lecce.

È proprio questo l'aspetto che rende la vicenda diversa da quella di altri giocatori frenati dagli infortuni: Marchwiński non era riuscito a convincere neppure quando era pienamente a disposizione.

Accanto ai tanti successi firmati Pantaleo Corvino, è giusto inserire anche questo tra gli errori di valutazione. Non tanto per aver puntato su un giovane talento, quanto per l'entità dell'investimento sostenuto. Per una società come il Lecce, spendere tre milioni di euro rappresenta un'eccezione, e quando un'operazione di questo tipo produce appena 106 minuti complessivi in campo è inevitabile parlare di insuccesso.

Questo, tuttavia, non cambia il giudizio complessivo sul lavoro del responsabile dell'area tecnica. Il mercato è fatto di intuizioni vincenti e di scommesse perse. Sarebbe irrealistico pensare che ogni acquisto possa trasformarsi in una plusvalenza o in un protagonista della squadra.

L'esperienza di Filip Marchwiński in giallorosso lascia quindi soprattutto il rammarico per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Doveva rappresentare uno dei valori aggiunti del nuovo Lecce, ma tra difficoltà di adattamento, scelte tecniche e un grave infortunio si è trasformato in uno dei flop più evidenti degli ultimi anni della gestione Corvino.

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