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In maniera forse inaspettata, ma senza dubbio scevra da qualsiasi tentativo di improvvisazione, il Lecce ha deciso di mettere sotto contratto un difensore centrale di grande esperienza e con la prospettiva di un minutaggio forse non di primissimo livello, ma comunque di ricoprire una posizione carismatica, in grado di farsi valere in situazioni contingenti dove serve tanta stabilità e affidabilità. Quello che chiameremmo un ‘usato sicuro’ risponde al nome di Simone Romagnoli, marcatore italiano di 33 anni (compiuti non da molto), giunto nell’organico del club di via Costadura a titolo definitivo dal Parma. Stando ai rumours, il colosso difensivo ex ducale era già entrato nel mirino dello staff tecnico dei giallorossi nell’estate del 2021; si tratta quindi del suggello di un apprezzamento rimasto sempre vivo nei suoi confronti. Sul difensore oggi in giallorosso c’era stato l’interesse del Brescia (si parlava di uno scambio con Adorni) ma, dopo che l’affare è sfumato, per lui si sono schiuse le porte della Serie A, agli ordini di Marco Baroni.


LA STORIA DI SIMONE ROMAGNOLI

Simone Romagnoli nasce a Cremona il 9 Febbraio 1990. Cresce in una famiglia enormemente appassionata di sport e soprattutto di calcio. Comincia a giocare a soli 2 anni, assieme allo zio, che talvolta gli fa provare dei colpi di testa (e chissà se quei primi ‘allenamenti’ non siano stati propedeutici, poi, per costruire la sua forza sul gioco aereo). A 5 anni, mentre pratica sia il minibasket sia il calcio, opta per la scelta definitiva di quest’ultimo, spinto soprattutto dal fratello – di due anni più grande di lui. Così, i genitori possono portare entrambi i figli all’oratorio Cristo Re di Cremona, situato a soli 200 metri da casa, e lasciarli lì durante le loro ore lavorative. E poco importa se Simone è costretto a confrontarsi con ragazzini di due anni più grandi.

A 7 anni, Simone entra nel giro delle selezioni giovanili delle società satellite della Cremonese e dopo soli due anni approda proprio ai pulcini del club grigiorosso. ‘Avevo quasi dieci anni: loro, la Cremonese, avevano deciso di fare i pulcini. Mi presero. Dopo un pò di mesi passai subito agli esordienti, ero bravino. Ci si allenava in città, si cambiavano spesso i campi, non c’era ancora il centro sportivo come c’è adesso. Era spesso mio nonno quel che mi portava in giro, m’aspettava a volte fuori dalla scuola e ricordo le sue battute, il suo lamentarsi perché ero sempre uno degli ultimi a uscire dal campo. Sono cresciuto così, con ragazzi tutti della mia età, società che allora era così così, quello era il campo, con un container a fare da spogliatoio. Io che della Cremonese ero proprio un tifoso (andava a vedere le partite in curva sud allo Zini, ndr), che fin da piccolo facevo una testa così a mio padre, ancora e ancora per andare a vedere le partite, anche in trasferta, almeno quelle poco lontane’, confessa Simone.

Nel gennaio 2007 passa al settore giovanile del Milan, opportunità che Simone coglie al volo non solo per il prestigio della società rossonera, ma anche a causa di una scarsa considerazione della Cremonese nei confronti di Romagnoli, uno dei pochi talenti coltivati in casa a non raggiungere la Berretti. I primi periodi in rossonero non sono facili: ‘Da gennaio alla fine della scuola furono mesi impegnativi. A Cremona facevo il terzo anno del classico, scuola statale, c’era d’andare sino a Milano, al campo Vismara per gli allenamenti. Ho deciso di provare, di vedere com’era. Anche se gli insegnanti proprio contenti non erano: uscivo 10’ prima della fine delle lezioni e in bici arrivavo alla stazione, dei panini con me, l’idea era quella magari di studiare un po’ ma proprio non ce la facevo. Prendevo poi il metro, infine l’autobus, spesso idem al ritorno e insomma arrivavo a casa la sera, a volte era mio padre, lui lavorava a Crema, a venirmi a prendere al Vismara. La scuola? Ero bravo, avevo la media dell’8, diciamo che sono sceso a 7 e mezzo… Avevo 17 anni e non è stato un impatto facile, no. Andar via di casa quasi all’improvviso e non ero ancora né maturato, né formato. Mi trovavo proprio fuori, da un’altra parte, senza i riferimenti che erano stati sempre i miei, in un’altra dimensione insomma ed ero scombussolato. Ambiente diverso, più difficile, con una competizione che ho subito sentito esasperata. Anni quelli in cui ho finito gli ultimi due anni delle superiori e mi sono iscritto all’università, Filosofia’, rivela Simone. Ma lui è determinato. Soprattutto perché ha modo di stare (quasi) fianco a fianco con un suo idolo: Alessandro Nesta.

Nella stagione 2006/2007, Simone vince, da capitano del suo Milan, il Campionato Allievi nazionali. Inevitabile la ‘promozione’ in Primavera, la quale arriva nell’annata successiva. Partecipa a 16 incontri con la Primavera B (più uno della fase finale, terminata prematuramente a causa dell’eliminazione subita dalla Juventus dell’ex Lecce Cristian Pasquato) e a 3 gare del Torneo di Viareggio, conclusosi anzitempo a seguito della sconfitta ai supplementari rimediata dal Vicenza di due vecchie conoscenze del calcio giallorosso come Davide Brivio ed Emanuele Terranova. 

La stagione 2008/2009 vede in Simone una delle certezze di una Primavera: disputa 23 gare (realizzando 2 reti, la prima delle quali nel pareggio contro il Treviso di Gianmarco Zigoni e Antonino Ragusa), più 3 match nel torneo di Viareggio. La squadra chiude al sesto posto del girone B.

Nell’annata 2009/2010, Romagnoli continua l’affermazione in Primavera. Segna subito in apertura di stagione la rete decisiva della vittoria per 2-3 sul campo dei pari età del Cesena di Andrea Tabanelli. Chiude la stagione con 20 match nella regular season, più 3 nella fase finale ma, soprattutto, mette in bacheca la Coppa Italia Primavera 2009-2010. Simone si dimostra davvero promettente e addirittura, il 24 aprile 2010 viene convocato dalla prima squadra e siede in panchina durante la gara di Serie A Palermo-Milan 3-1.

Il Milan decide di farlo crescere altrove e fargli fare le ossa. Il 21 luglio 2010 viene quindi ceduto in prestito in Lega Pro al Foggia di Zdenek Zeman. Debutta con il club il 14 agosto in Coppa Italia Lega Pro in L'Aquila-Foggia 1-2. In campionato esordisce invece il 22 agosto nella gara Cavese-Foggia 0-3 in cui segna anche la sua prima rete. A fine stagione totalizza 26 partite con 3 reti totali. ‘Dopo la Primavera al Milan, la strada poteva essere quella di andare in prestito in una C buona o in una piccola B, finché m’arriva la chiamata del Foggia. Il ds Pavone e Zeman erano venuti a vedere la finale Primavera: ho detto sì all’istante. Fu un anno indimenticabile. Perché era il primo e perché c’era lui, Zeman. Lui che ti fa sentire per davvero parte di qualcosa, con attorno un entusiasmo persino esagerato. Lui che ci sapeva tutelare, tutti, squadra molto giovane, lui che diceva all’inizio che eravamo una squadra di pallavolo, che dovevamo diventare una di calcio’, ammette Simone.

L'8 luglio 2011 passa in compartecipazione (per una cifra stimata in 100.000 euro) al Pescara, squadra militante in Serie B, richiesto dal suo ex mister Zeman, anche lui approdato in Abruzzo. Il 26 agosto debutta in Serie B giocando la partita vinta 2-1 contro il Verona. Al termine di una stagione esaltante, il 20 maggio 2012 il Pescara vince il campionato ed ottiene la promozione in Serie A grazie alla vittoria per 3-1 a Genova contro la Sampdoria. Colleziona in totale 29 presenze tra Serie B e Coppa Italia e divide il campo con gente del calibro di Immobile, Insigne e Verratti.

Il 22 giugno 2012 Pescara e Milan si accordano per il rinnovo della compartecipazione. Esordisce così in Serie A il 26 agosto nella sconfitta 3-0 contro l'Inter, in una gara dove la distinta della squadra abruzzese vede, fra giocatori in campo e panchinari, Luca Anania, Manuele Blasi, Elvis Abbruscato e Antonino Ragusa. Dopo aver collezionato solamente 7 presenze in campionato (e una in Coppa Italia), il 21 gennaio 2013 viene ceduto in prestito in Serie B allo Spezia, con cui esordisce il 26 gennaio nella partita casalinga contro l'Hellas Verona. L'esperienza in Liguria lo vede schierato in campo in 14 occasioni.

Il 21 giugno 2013 il Pescara riscatta l'altra metà del cartellino dal Milan, ma l'8 luglio seguente decide di rescindere consensualmente il contratto con il giocatore. Quattro giorni dopo, il 12 luglio 2013, firma un contratto biennale con il Carpi, neopromosso in Serie B. L'11 agosto debutta con i Falconi nella sfida di Coppa Italia persa 1-0 contro la Reggina. Chiude la stagione con 32 gare e 2 gol in campionato, entrambi nei derby contro il Modena: il primo è datato 17 novembre 2013 nella vittoria al Braglia per 3-2 (rete di testa del 2-1 alla fine del primo tempo dopo l'iniziale vantaggio gialloblù), mentre il secondo è un destro a giro al 92' che vale il 2-2 allo Stadio Cabassi il 17 aprile 2014.

Nell'annata seguente il Carpi vince il campionato cadetto ed ottiene una storica promozione in Serie A. Per Romagnoli è la seconda in carriera dopo quella con il Pescara nel 2012. Il difensore cremonese, nonostante un infortunio muscolare che gli fa saltare i primi due mesi del 2015, è uno dei protagonisti della stagione: disputa 32 gare e segna 3 reti, tutte decisive contro Cittadella (5-2 al Cabassi), Ternana (1-0 al Liberati) e, per la terza volta in quattro derby, contro il Modena (vittoria per 2-1 al Braglia, 3 maggio 2015). Probabilmente è il punto di rendimento più alto della sua intera carriera.

Nella stagione 2015-2016 milita ancora nel Carpi, giocando 30 gare di Serie A e 3 di Coppa Italia. Dopo la retrocessione del club rimane in biancorosso pure in Serie B e manca una nuova promozione in Serie A solo dopo la doppia finale dei play-off contro il Benevento.

Il 20 luglio 2017, Romagnoli viene ceduto all'Empoli in prestito con obbligo di riscatto condizionato al raggiungimento di condizioni prestabilite. Il 31 gennaio 2018 passa a titolo temporaneo, con opzione di riscatto, al Bologna, in uno scambio che vede coinvolto anche Domenico Maietta, il quale si trasferisce invece a titolo definitivo al club toscano. Con la maglia rossoblù colleziona 8 presenze in campionato: al termine della stagione rientra ad Empoli, che nel frattempo aveva appena conquistato la Serie A.

Il 18 agosto 2018 la società toscana (che nel frattempo lo aveva riscattato per 950.000 euro) lo cede in prestito annuale al Brescia in Serie B. Il 3 febbraio 2019 segna la sua prima rete con la maglia delle rondinelle, nella vittoria per 5-1 in trasferta contro il Pescara. Segna anche la rete decisiva nella vittoria per 1-0 in trasferta contro il Livorno, il 15 aprile 2019, nel finale di gara. Il 1º maggio 2019, con la vittoria per 1-0 in casa contro l'Ascoli, il Brescia conquista matematicamente la promozione in Serie A e Romagnoli vince il suo quarto campionato di Serie B.

Il 1º luglio 2019 ritorna ad Empoli in Serie B. Nella stagione 2019-2020 colleziona 31 presenze. 

Il 17 ottobre 2020 segna in suo primo gol con la casacca dell'Empoli, nella trasferta di Pescara, vinta per 1-2. A fine anno, l’Empoli va in Serie A.

ROMAGNOLI DIVENTA CAPITANO DELL'EMPOLI

Nella stagione 2021/2022, Romagnoli è il capitano dell’Empoli. Il 22 novembre 2021 sigla il suo primo gol in Serie A, nella sconfitta esterna per 2-1 contro il Verona. L’inizio di stagione però è negativo e l’Empoli, prima con Bucchi e poi con Muzzi in panchina, si ritrova in zona retrocessione. Romagnoli però è uno dei pochi a fornire sempre prestazioni sufficienti. Con l’arrivo di Marino in panchina le cose migliorano e l’Empoli scala la classifica fino ad arrivare a ridosso della zona Playoff. Romagnoli è titolare con tutti e 3 gli allenatori. 

Il 24 giugno 2022 si accasa al Parma a titolo definitivo. Comincia da titolare e, dopo la sconfitta per 0-2 con la Salernitana in Coppa Italia, prende parte a 6 gare di campionato, salvo poi restare ai margini a causa di un infortunio (di cui parleremo più avanti). In quei 6 match resta sul rettangolo verde per una media di 83 minuti a partita, viaggiando a 60 tocchi di media per incontro e raggiungendo una precisione sui passaggi pari al 79% (divisa in 88% per i passaggi nella propria metà campo, 64% per i passaggi nella metà campo avversaria e 36% sulle palle lunghe). Grazie ai suoi 1,5 tackle per sfida, ad un recupero ‘netto’ a gara e a ben 2,7 salvataggi per incontro, con lui in campo il Parma ottiene due clean sheet. Causa però un errore che poi porta alla marcatura degli avversari. Vince poi il 71% dei contrasti totali (il 64% di quelli a terra e il 76% di quelli aerei), segnalandosi per la sua correttezza: nessuna sanzione disciplinare e solo 0,5 falli per incontro.

LA MEDIA VOTO DI SIMONE ROMAGNOLI

La sua media voto su Sofascore raggiunge la quotazione di 6,75 su 10.

La heatmap di Simone Romagnoli per la stagione attualmente in corso. Notare come il suo modo di giocare sia abbastanza ‘alto’ in fase difensiva e come possa risultare pericoloso, soprattutto sui calci piazzati, anche in propensione offensiva (fonte: Sofascore)
Il pentagramma che analizza le caratteristiche di Simone Romagnoli secondo Sofascore. Sebbene non sia un giocatore prettamente tecnico, compensa con un validissimo senso tattico e uno spirito difensivo di assoluto rilievo


Il passaggio di Romagnoli dal Parma al Lecce non è stato compreso appieno da una parte della tifoseria ducale ma anche dalla carta stampata parmense. Stando a ciò che riporta Sportparma.com, ‘la cessione di Romagnoli è l’emblema di un campionato surreale. Una cessione a 35 minuti dalla chiusura delle trattative che lascia più che perplessi. Eppure, l’ex Empoli si era ritagliato uno spazio da protagonista a inizio anno, salvo poi uscire dai radar: la sua gestione, tra infortuni ed esclusioni, non è stata francamente compresa e sul suo addio last minute aleggia un alone di mistero. Una partenza che, inoltre, non è stata rimpiazzata’. In conferenza di presentazione nel Salento, però, sgombra il campo a possibili problemi fisici latenti: ‘Ho grandissime motivazioni, cerco di fare al meglio il mio mestiere. Ho grande entusiasmo e tanta voglia di contribuire a qualcosa di straordinario. Fisicamente sto bene. Ho avuto un problema muscolare alla coscia destra ma da 10 giorni sono a pieno regime. La società mi ha voluto fortemente e mi è bastato questo come stimolo, non ho esitato un secondo. Sono pronto per scendere subito in campo. È un nuovo inizio dopo uno stop abbastanza lungo come non mi era mai capitato prima. Ho sentito fiducia ed ora sono concentrato al massimo per poter ripagare questa fiducia e contribuire a qualcosa di straordinario’.

E’ proprio il capitolo infortuni che necessita di un approfondimento: la carriera di Simone Romagnoli ha dovuto fronteggiare diversi stop, ma tutti - fortunatamente – dagli esiti tutto sommato contenuti

L'elenco degli infortuni di rilievo che ha dovuto fronteggiare Simone Romagnoli in carriera. Escluso lo stop di Parma del quarto trimestre del 2022, gli altri possono essere annoverati come una normale routine (fonte: Transfermarkt)


Durante la stagione in corso è rimasto fermo per circa tre mesi per una lesione muscolare del retto femorale destro, che lo costringe a rimanere ai box da metà settembre fino a metà dicembre 2022 e a saltare 14 match di campionato. Poi, per tutto gennaio 2023, Romagnoli è rimasto precauzionalmente a riposo a causa di (a detta dello staff tecnico gialloblu) interruzioni nel suo percorso di recupero dall’infortunio precedente.

Simone Romagnoli arriva al Lecce con un curriculum di 64 partite e 2 gol in Serie A, 262 gare, 8 reti e 4 assist in Serie B (più 6 match e un assist nei playoff), 23 presenze, 3 gol e un assist in Serie C, più 5 promozioni dalla serie cadetta al massimo campionato, una Coppa Italia Primavera conquistata con il Milan al termine della stagione 2009/2010 e un campionato allievi nazionali, sempre con i rossoneri, alla conclusione dell’annata sportiva 2006/2007. Inoltre, vanta 6 apparizioni nella selezione italiana Under 21, con esordio avvenuto il 4 Giugno 2012 in una gara di qualificazione agli Europei di categoria, disputata contro l’Irlanda e terminata 2-2: Simone entra a un minuto dalla fine al posto di Paloschi.

La spider analysis delle abilità di Simone Romagnoli secondo Calcio.com. Come si può facilmente intuire, è un calciatore che eccelle in difesa e nel gioco aereo, ma meno in tecnica. Nonostante ciò, si disimpegna bene negli scarichi per i compagni, visto che i suoi passaggi sono evidenziati come un aspetto tutto sommato positivo del suo gioco


Il profilo di Simone Romagnoli disponibile su Football Manager 2023 parla di un esperto difensore centrale, all’apice della sua carriera, abbastanza professionale, alto 193 centimetri e con un peso forma di 85 chilogrammi. Ha una naturale propensione a restare sempre in posizione arretrata e non riversarsi in avanti, anche perché è un marcatore centrale senza fronzoli e non un giocatore che, per indole, imposta l’azione dalle retrovie. Può talvolta essere schierato anche come braccetto di difesa.

Fra i vari punti di forza, il videogame manageriale esalta la sua impressionante elevazione, la sua abilità nel gioco aereo, il suo carisma che lo elegge a leader dello spogliatoio, la sua costanza di rendimento, il suo gradimento nei confronti dei big match e la sua dedizione al lavoro. Di contro, Romagnoli sembra poter soffrire di una certa mancanza di adattamento ad una nuova rosa (soprattutto nel suo nucleo principale), dovrebbe essere assegnato ad un regime di allenamento individuale per migliorare la forza, ha un atteggiamento competitivo che può portarlo talvolta a prendere qualche cartellino del tutto evitabile, ha una tecnica non eccelsa, gioca con un solo piede e può occupare soltanto una posizione.

Sul piano mentale, Simone Romagnoli sembra avere un buon grado di ambizione e dimostra coraggio. Sebbene sia una persona dall’animo pervaso da compostezza, talvolta mostra qualche lacuna sulla concentrazione che, fortunatamente, non mina troppo il suo rendimento e la regolarità ad esso associata. Per nulla eccentrico o dedito alle controversie, è determinato e si fa carico dell’approvazione dei suoi compagni di squadra, grazie alle sue abilità di leadership e di fedeltà alla causa. Di tanto in tanto, può ricorrere a qualche giocata sporca ma mai eccessiva nei contorni. In grado di saper tenere la posizione in campo, compensa le sue lacune tecniche con l’enorme professionalità, con la grande sportività e con un rilevante temperamento. Può senza dubbio accrescere le sue doti relazionali (soprattutto ora che la sua carriera lo colloca in una posizione anagrafica senza dubbio più matura rispetto al passato) e migliorare le performance quando si sente (o è) sotto pressione. Il margine di crescita sotto questo aspetto, comunque, c’è ed è sepolto sotto una coltre di invidiabile esperienza.

La migliore qualità di Simone Romagnoli secondo Football Manager 2023 è senza dubbio l’elevazione (17/20). Dotato di validissima forza (che potrebbe essere ulteriormente accresciuta con un lavoro ad hoc per uno della sua statura), di grande equilibrio e di rilevante integrità fisica, ha un ottimo senso della posizione, unito a un grande carisma e a una dose importante di coraggio. Forte nei colpi di testa, sa marcare adeguatamente, con aggressività e determinazione, dimostrando un buon intuito. Purtroppo, sembra non essere molto agile né veloce, nè propriamente performante sui passaggi, sulla gestione del pallone e nel movimento senza palla. I punti poco invidiabili del suo repertorio sono la visione di gioco, la tecnica – come detto – e il dribbling.

L’abilità attuale di Simone Romagnoli secondo Football Manager 2023 è pari a 62/100 (in linea con l’edizione precedente del videogame), mentre quella potenziale è di 66/100 (in rialzo di due punti rispetto a quanto disponibile nella versione del 2022.

Le caratteristiche tecniche, mentali e fisiche di Simone Romagnoli secondo Football Manager 2023


Che tipo di difensore è Simone Romagnoli? Senza dubbio, non è un fulmine di guerra e talvolta dimostra di non possedere una robustezza tale da far invidiare i suoi omologhi in campo, ma ha una buona coordinazione e sul gioco aereo detta legge. Non particolarmente abile nella copertura della palla in fase di ripiegamento difensivo, sa però essere forte in marcatura e nel contrasto difensivo uno contro uno. Riesce a prodursi in efficaci anticipi sugli attaccanti avversari, così come sulle intercettazioni. Ripiega in maniera soddisfacente nelle transizioni negative che portano la squadra a ritornare indietro dopo la perdita del possesso del pallone, dando spazio alla sua intraprendenza.

Due grafici che analizzano le caratteristiche di Simone Romagnoli. In quello a sinistra, si evince chiaramente come il gioco fisico sia proprio il suo, mentre in quello a destra si può notare come la percentuale di vittoria dei duelli aerei e gli expected goals avversari bloccati efficacemente lo rendono un baluardo difensivo di tutto rispetto (fonte: Soccerment)

 

Ma è certamente l’impatto mentale sulla gara a fare di Romagnoli un elemento ambito e all’altezza delle aspettative: è un leader, è mosso da tanto agonismo, con un forte spirito di sacrificio e con uno spirito di squadra di pregevole livello; ha inoltre un buon autocontrollo, che lo rendono un calciatore di fair play e disciplinato

Il ritratto di Simone Romagnoli per Goalist. La sezione ‘Anima’ e il picco del pentagramma a destra riscontrato in ‘psicologia’ fanno capire la forza mentale di questo calciatore


SIMONE ROMAGNOLI È STATO LANCIATO DA ZDENEK ZEMAN

Uno dei legami più forti da lui instaurati nel mondo del calcio è quello che lo ha messo in stretta relazione con Zdenek Zeman: Zeman non dico sia stato il mio maestro, ma quasi: è la persona che mi ha iniziato al calcio quindi la promozione con lui mi rimane dentro per il modo in cui è arrivata e per quello che il mister mi ha insegnato’ . E poi: ‘Con lui gli allenamenti sono faticosi, sì. L’allenamento tipo, ovvero la ripresa dopo una partita, prevede 45 minuti di corsa con variazioni, poi i gradoni, niente pallone. Poi dipende molto da quello che vede lui, non sempre si fanno le stesse cose, è lui che decide quando aumentare e diminuire i carichi. Ci si allena tanto, si fanno due doppie sedute a settimana e non è tanto la durata quanto l’intensità. Però sono anche allenamenti stimolanti. Non è mai cambiato il tipo di allenamento con lui negli anni in cui l’ho avuto come mister: figuriamoci, se non è cambiato in trent’anni... La fase difensiva la cura per come vede lui il calcio: la linea deve salire tanto, il più possibile. Poi è normale che in campo a volte si creano situazioni che ti impediscono di farlo, ma comunque giochi sempre più alto che in altre squadre. Non stai mai basso, anche se a volte la partita ti costringe a fare determinati movimenti’ . E ancora: ‘La frase che sicuramente mi porterò dietro per sempre è quella detta alla vigilia della trasferta di Padova (nel 2012). Arrivavamo da quattro sconfitte consecutive. Disse: "Zemanlandia è finita? Mò ve lo faccio vedere io...". Abbiamo vinto 6-0 a Padova e tutte le altre 6 di fila che mancavano alla fine del campionato’.

Simone Romagnoli è sposato con Giulia. La famiglia si è allargata il 3 febbraio del 2020, quando all’Ospedale San Giuseppe di Empoli è nato il piccolo Alessandro. E della sua vita privata e del suo modo di essere ne aveva parlato anche Elia Legati in un bellissimo articolo su Tuttosport: ‘Tanto pragmatico e concreto in campo, quanto artista e leggermente d’altri tempi fuori. Al campo due ore in anticipo, prevenzione e addominali prima, stretching e scarico dopo. Difensore vecchio stampo, molto alto, forse leggermente ‘sgraziato’, ma estremamente efficace. Mai una parola fuori posto, il consiglio sempre pronto, ma con educazione. Nei giorni liberi gioca a scacchi, scala le montagne con la sua bici da corsa e suona divinamente la chitarra. Sicuramente lo ha aiutato avere una famiglia di spessore. Ma mi piace parlare di lui, perché penso che oggi, ai nostri giovani, manchino a volte gli esempi. O meglio, tanti ragazzi a volte ignorano e deridono l’esempio sano, da seguire, e inseguono modelli sbagliati che, purtroppo, non li portano da nessuna parte. Simone Romagnoli è un esempio di come, attraverso il lavoro, la costanza e la fatica, si possa nello sport scalare le montagne, non solo in bicicletta’.

E non è tutto: parallelamente alla sua attività sportiva, la vita accademica di Simone Romagnoli ha raggiunto un grandissimo traguardo, quello della laurea in filosofia. ‘Studiare filosofia è una vocazione. Mi è sempre piaciuta. Quando ero al Milan c'era anche un mio compagno, Benedetti, che seguiva il mio stesso corso universitario. Per me lo studio e la cultura sono importanti nella vita. Non so cosa farò a fine carriera e una laurea in tasca non fa mai male’.

Insomma, Simone Romagnoli è un calciatore che unisce la prepotenza fisica ad una grande forza mentale. E sarà quella a dover servire ad un Lecce che conta anche su di lui per raggiungere l’obiettivo della salvezza. Poi, vedremo se ci sarà l’opportunità di saggiare il campo con la maglia giallorossa. Senza dubbio, però, una guerra si può vincere solo con i soldati giusti, e lui lo è.

Benvenuto e buon lavoro, Simone!

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