Recuperati antichi testi religiosi durante un controllo: arrestato un 41enne

I Carabinieri hanno fermato un uomo a Lizzanello a bordo di un furgone rubato. Nel veicolo trovati una pistola clandestina pronta all'uso, un'arma artigianale e due preziosi volumi storici ora al vaglio dell'Archivio di Stato
Un controllo del territorio si è trasformato in un'importante operazione di tutela del patrimonio culturale. I Carabinieri della Compagnia di Lecce hanno arrestato un 41enne senza fissa dimora, già noto alle forze dell'ordine, ritenuto, allo stato delle indagini, presunto responsabile di detenzione e porto abusivo di arma clandestina e ricettazione di beni culturali.
Il controllo a Lizzanello
L'intervento è scaturito da un controllo effettuato nella notte nel comune di Lizzanello. L'atteggiamento del conducente di un furgone Citroën ha insospettito i militari, che hanno deciso di approfondire gli accertamenti.
Le verifiche hanno permesso di accertare che il mezzo era stato rubato a Lecce il 20 luglio scorso.
Armi e libri antichi nascosti nel furgone
Durante la successiva perquisizione del veicolo, i Carabinieri hanno rinvenuto in un borsello una pistola clandestina calibro 9 Parabellum, completa di caricatore e con una cartuccia inserita, ritenuta pronta all'uso, oltre a un punteruolo artigianale con una lama affilata di circa sette centimetri.
La scoperta più insolita ha riguardato però due antichi testi religiosi, ritenuti di possibile rilevante interesse storico e artistico. I volumi sono stati sequestrati e saranno sottoposti ad accertamenti tecnici in collaborazione con l'Archivio di Stato di Lecce, con l'obiettivo di ricostruirne la provenienza e restituirli, se possibile, alla collettività.
Veicolo restituito al proprietario
Il furgone è stato riconsegnato al legittimo proprietario, mentre il 41enne, concluse le formalità di rito, è stato trasferito nella Casa Circondariale "Borgo San Nicola" di Lecce, come disposto dal pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Lecce, che coordina le indagini.
Secondo l'Arma, l'operazione conferma il costante impegno dei Carabinieri sia nella prevenzione dei reati predatori sia nella tutela del patrimonio storico e culturale del territorio salentino.

