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Nel calcio si sente spesso dire che un giocatore è in diffida, ma il significato di questo termine e le sue conseguenze non sono sempre chiari.
La diffida è un meccanismo disciplinare che serve a monitorare la condotta dei calciatori e a prevenire comportamenti ripetuti scorretti.

In questa guida spieghiamo cos’è la diffida nel calcio, quando entra in vigore e quando scatta automaticamente la squalifica.


Cos’è la diffida nel calcio

La diffida è una condizione disciplinare che si applica a un calciatore dopo aver raggiunto un determinato numero di ammonizioni.

Quando un giocatore è in diffida:

  • viene formalmente “avvertito”
  • sa che una nuova ammonizione comporterà una squalifica
  • resta regolarmente disponibile fino a nuova sanzione

La diffida non è una squalifica, ma un passaggio intermedio.


Quante ammonizioni portano alla diffida

Il numero di ammonizioni necessarie per entrare in diffida dipende dalla competizione e dal regolamento.

In Serie A, in linea generale:

  • la diffida scatta dopo un certo numero di cartellini gialli
  • il conteggio può azzerarsi in momenti specifici della stagione

Le soglie sono stabilite dal regolamento della Lega e comunicate ufficialmente.


Quando scatta la squalifica per diffida

Una volta entrato in diffida, il calciatore viene squalificato automaticamente alla successiva ammonizione.

In pratica:

  • nuova ammonizione → squalifica per una giornata
  • la squalifica viene ufficializzata dal Giudice Sportivo
  • il giocatore salta la partita successiva

Non è prevista discrezionalità: la sanzione è automatica.


Diffida e azzeramento delle ammonizioni

In alcune competizioni, il regolamento prevede:

  • l’azzeramento delle ammonizioni dopo una certa giornata
  • o in una fase specifica del campionato

Questo meccanismo serve a:

  • evitare squalifiche multiple nelle fasi finali
  • riequilibrare la situazione disciplinare

Le modalità sono sempre indicate nei comunicati ufficiali.


Diffida per allenatori e dirigenti

La diffida non riguarda solo i calciatori.

Allenatori e dirigenti possono essere diffidati per:

  • proteste reiterate
  • comportamenti scorretti
  • violazioni regolamentari

Anche in questo caso, una nuova infrazione può portare a squalifica.


Diffida e gestione delle partite

La presenza di giocatori diffidati incide sulle scelte tecniche.

Allenatori e staff valutano:

  • il rischio di perdere un calciatore per squalifica
  • l’importanza della partita successiva
  • la possibilità di gestire minutaggio e impiego

La diffida è quindi anche un fattore strategico.


In sintesi

la diffida è uno stato disciplinare, non una squalifica

  • scatta dopo un certo numero di ammonizioni
  • una nuova ammonizione comporta squalifica automatica
  • le regole sono fissate dal regolamento della competizione
  • riguarda anche allenatori e dirigenti

Capire cos’è la diffida aiuta a interpretare meglio scelte tecniche, convocazioni e decisioni disciplinari.

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