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La Regione Puglia ha dato il via libera a un nuovo piano straordinario per il contenimento delle liste d’attesa sanitarie, un intervento sperimentale che prevede uno stanziamento complessivo di 15 milioni di euro e l’erogazione di 124.320 prestazioni aggiuntive.

Il progetto si basa su una riorganizzazione profonda delle modalità di accesso e gestione delle prenotazioni. Tra le misure previste rientra l’attivazione di un sistema di recall diretto dei cittadini, che verranno contattati per confermare la reale necessità della prestazione, anticipare l’appuntamento o procedere alla disdetta in caso di rinuncia. Un passaggio considerato centrale per ridurre sprechi e tempi morti.

Sul piano operativo, il provvedimento prevede anche l’estensione degli orari ambulatoriali fino a 12 ore al giorno, con aperture garantite anche nelle giornate festive. Parallelamente sarà avviata una verifica sull’appropriatezza delle prescrizioni e un monitoraggio puntuale delle prestazioni già prenotate, così da migliorare l’utilizzo delle risorse disponibili.

Il piano, di natura sperimentale, è destinato a diventare la base per l’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione delle Liste di Attesa, con l’obiettivo di rendere il sistema sanitario pugliese più tempestivo, efficiente e rispondente ai bisogni reali dei cittadini.

«Si tratta di interventi sperimentali ma fortemente ambiziosi – ha spiegato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro –. Da oggi siamo tutti chiamati a rispettare un impegno concreto nei confronti dei cittadini. Chiederemo un ulteriore sforzo agli operatori sanitari, ma la posta in gioco riguarda la tutela della salute e il rapporto di fiducia con il sistema pubblico».

Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, che ha chiarito come l’obiettivo non sia una cancellazione immediata delle liste d’attesa: «Non pensiamo di risolvere tutto in pochi mesi, ma vogliamo imprimere una forte accelerazione al miglioramento del sistema. Le difficoltà, a partire dalla carenza di personale, sono note, ma crediamo esistano margini concreti di crescita attraverso la collaborazione tra aziende sanitarie, operatori e cittadini».

Il piano rappresenta quindi un primo passo strutturato verso una gestione più moderna e sostenibile dell’accesso alle cure, in attesa di interventi di lungo periodo sul rafforzamento degli organici e sull’organizzazione complessiva del servizio sanitario regionale.

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