STORIA

25 aprile 2004 - Il giorno in cui il Lecce ha distrutto la Juventus

Scritto da Andrea Sperti  | 

Se dopo soli 3 minuti passi in svantaggio sul campo della Juventus, allora sai già che quello sarà un lungo e difficile pomeriggio.

Dopo il gol di Trezeguet lo abbiamo pensato tutti: “Ecco, adesso arriva la goleada”. Ma quello non era un Lecce qualunque, quella era una squadra che nel girone di ritorno lottava su ogni campo, contro ogni avversario ed alla fine difficilmente si faceva battere.

Il 25 aprile del 2004 il Lecce di Delio Rossi è andato a vincere al Delle Alpi per 4 a 3, ma il risultato è stato perfino bugiardo, perché i giallorossi avrebbero meritato uno scarto maggiore.

Come detto David Trezeguet, sfruttando una discesa del solito Zambrotta, ha gonfiato la rete dopo pochi minuti e al quarto d’ora ha avuto la possibilità di raddoppiare, sprecandola da pochi passi. L’errore del francese ha svegliato i salentini in campo che, da quel momento, hanno iniziato a prendere il pallino del gioco. Il pareggio di Franceschini è stato solo l’antipasto di quello che sarebbe accaduto di lì a poco.

Axel Cedric Konan, un ragazzo cresciuto nelle giovanili giallorosse, si è preso la scena con due gol da urlo, fissando il punteggio sul 3 a 1. Le reti dell’ivoriano sono ancora nella memoria di tanti tifosi giallorossi, che il video di quella partita lo avranno rivisto 1000 volte. I difensori bianconeri sembravano birilli e l'attaccante salentino li ha saltati uno dopo l'altro, infilando l'incolpevole Buffon. 

Nel secondo tempo uno scatenato Javier Ernesto Chevanton ha siglato la rete del 4 a 1, mandando letteralmente in visibilio i tifosi giallorossi presenti allo stadio. Le reti di Maresca prima e Del Piero poi hanno solo reso il punteggio meno amaro per i bianconeri che, dopo quella partita, sono stati spediti in ritiro punitivo.

In un periodo in cui si parla di Superlega ed altre rivoluzioni, fa sempre bene ricordare giornate come quella vissuta 16 anni fa. Il Lecce, del resto, storicamente ha dato filo da torcere alle cosiddette grandi, è nel suo Dna e non appena ne avrà l’occasione continuerà a farlo. 


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