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Nel linguaggio dei comunicati ufficiali del Giudice Sportivo ricorre spesso l’espressione “condotta violenta”, una delle infrazioni più gravi previste dal regolamento.
Capire cosa si intende davvero per condotta violenta è fondamentale per interpretare squalifiche lunghe e decisioni disciplinari pesanti.


Cos’è la condotta violenta

Per condotta violenta si intende un comportamento intenzionale e aggressivo che:

  • non è finalizzato alla conquista del pallone
  • mette a rischio l’incolumità di un avversario o di altre persone
  • avviene durante o dopo il gioco

È una violazione grave del Codice di Giustizia Sportiva.


Esempi di condotta violenta

Rientrano nella condotta violenta:

  • pugni, calci o colpi volontari
  • spinte o testate a gioco fermo
  • reazioni aggressive lontano dall’azione
  • comportamenti violenti verso avversari, compagni o ufficiali di gara

Anche un gesto senza conseguenze fisiche può essere considerato condotta violenta se intenzionale.


Differenza tra fallo violento e condotta violenta

È una distinzione importante.

Fallo violento
Avviene durante un’azione di gioco e può essere punito con espulsione, ma non sempre comporta sanzioni pesanti.

Condotta violenta
Non è legata all’azione di gioco ed è valutata più severamente.

Le squalifiche per condotta violenta sono generalmente più lunghe.


Conseguenze disciplinari

La condotta violenta comporta:

La durata della squalifica viene stabilita dal Giudice Sportivo in base alla gravità del gesto.


In sintesi

  • è una delle infrazioni più gravi
  • non riguarda l’azione di gioco
  • comporta squalifiche pesanti
  • è valutata caso per caso dal Giudice Sportivo
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