Il Lecce a Pisa con umiltà e concentrazione. Nulla è scontato

Scritto da Marco Marini  | 
Il Lecce non ha fatto in tempo ad assaporare il dolce gusto della vittoria sulla Salernitana, il secondo posto in classifica, con quattro punti di distacco sulle seconde che è già a Pisa, con un volo charter partito alle ore 17.00 dall'aeroporto di Brindisi. Sempre di corsa, in ritiro subito dopo la partita giocata venerdì, seduta di scarico per quelli che hanno giocato contro i granata sabato mattina e allenamento con la sfera per chi non è sceso in campo; seduta tecnico tattica per tutti stamattina. A seguire il rompete le righe per trascorrere qualche ora in famiglia in occasione della Santa Pasqua e poi la partenza. Il campionato non aspetta nessuno, gli impegni sono pressanti e per chi deve consolidare la posizione di privilegio guadagnata in classifica le pressioni sono anche maggiori. Gli uomini di Corini sono a Pisa, con loro anche il presidente Saverio Sticchi Damiani che non ha inteso lasciare da sola la squadra neanche nei giorni di Pasqua e Pasquetta. Il Pisa viene da una cocente sconfitta contro il Pescara, una delusione che ha allontanato sensibilmente gli uomini di D'Angelo dall'ultima posizione disponibile per i play-off. Ma nulla è perduto, ci sono in palio ancora ventuno punti e siamo certi che i toscani ritroveranno voglia e determinazione già contro il Lecce, compagine contro cui le motivazioni vengono da sole. Come è successo nel girone di andata. Il tecnico pisano opererà il tournover, intanto perchè ritroverà qualche giocatore acciaccato oltre a Marin che non è sceso in campo a Pescara perchè arrivato in extremis dagli impegni con la sua nazionale e poi perchè in riva all'adriatico la squadra non è che abbia fornito una buona prestazione. La formazione che affronterà i giallorosi dovrebbe vedere Meroni e Caracciolo coppia di difensori centrali davanti al portiere Gori, con a destra Birindelli ed a sinistra il ballottaggio tra Lisi e Beghetto; i tre di centrocampo Siega, Marin e Mazzitelli, con Gucher dietro a Marconi e Palombi, con Vigo praticamente pronto al subentro. Un 4-3-1-2 che consentirà agli uomini di D'Angelo di schierarsi a specchio contro il Lecce, come all'andata. Una formazione tecnica e veloce quella pisana, la partita vedrà tantissimi uno contro uno e avrà la meglio chi riuscirà a vincere più scontri diretti senza perdere le distanze tra i reparti, per arrivare in anticipo sulle “seconde palle”.. Corini d'altro canto potrà contare su tutto l'organico a disposizione, a parte i lungodegenti Adjapong, Listkowski e Mancosu. L'allenatore giallorosso dovrebbe cambiare pochissimo, almeno all'inizio, della formazione che ha vinto contro la Salernitana: Gabriel, Maggio, Lucioni, Meccariello e Gallo comporranno la linea di difesa, con Majer, Hjulmand e Biorkegren a formare quella di centrocampo, Henderson dietro alla coppia Coda e Pettinari. In buona sostanza a parte il danese al posto di Tachtsidis non dovrebbero esserci rivoluzioni. Certamente il greco, così come tutti gli altri in panchina, saranno pronti ad entrare nel secondo tempo; non bisogna mai dimenticare che si possono effettuare fino a cinque sostituzioni e praticamente si può cambiare mezza squadra, qualora le cose non dovessero andare nel verso giusto, tenendo conto anche che dopo quattro giorni si giocherà nuovamente. Una partita ostica a Pisa, nella quale i padroni di casa non avranno nulla da perdere, mentre il Lecce, come di consueto, tutto. La differenza come sempre la farà lo stato psicofisico, la concentrazione che i giallorossi dovranno mantenere intatta. Le motivazioni? Beh, per una squadra lanciata verso un traguardo così importante, dopo quello che in questa stagione si è vissuto, non dovrebbero mancare. L'obiettivo che si inizia ad intravedere in fondo al rettilineo ora è più concreto rispetto a poche settimane fa. Testa alta, impegno massimo, rispetto per l'avversario e concentrazione sulle cose da fare, così si è recuperato il terreno, certamente non soltanto perchè sulla carta il Lecce è una squadra forte. Ormai tutti hanno capito che è il rettangolo verde, di volta in volta, a stabilire il più forte. Non basta esserlo “sulla carta” bisogna dimostrarlo sempre, senza mai stancarsi, in campo.

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