In queste ore Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera stanno sciogliendo le ultime riserve riguardo al prossimo allenatore del Lecce. In pole position c’è Marco Baroni, tecnico delle ultime due stagioni e profondo conoscitore della mentalità di questa dirigenza e della piazza leccese.

Questa mattina ci siamo divertiti a stilare la lista dei pro e dei contro che ci sarebbero qualora il mister toscano venisse riconfermato per il terzo anno consecutivo sulla panchina del club salentino.

Iniziando con i vantaggi, non possiamo non tenere presente il fatto che questo allenatore conosca ormai a meraviglia l’ambiente Lecce. Non parliamo soltanto della società ma anche della tifoseria, della città, del contorno rappresentato dal Salento interno. Baroni ha conquistato promozione e salvezza sia da allenatore che da giocatore, un traguardo incredibile che in pochissimi possono vantare in qualunque piazza.

Andando, invece, sul campo, certamente è da lodare la preparazione atletica della squadra e la fase difensiva quasi impeccabile della compagine giallorossa in questa stagione. Per il primo aspetto i complimenti vanno inoltrati al suo staff, che ha permesso ai giocatori di rendere al massimo, incappando in pochissimi infortuni muscolari. Il secondo ambito, invece, è tutto merito del mister, maniaco dell’organizzazione difensiva ed attento ad ogni dettaglio per migliorarla. Il Lecce è stata una squadra equilibrata e fino all’ultima giornata non aveva nemmeno mai subito più di due gol.

Baroni, poi, ha saputo valorizzare diversi giocatori in ruoli differenti rispetto alle loro precedenti esperienze. Ha creduto in Strefezza esterno d’attacco, in Baschirotto centrale di difesa ed Oudin mezz’ala di centrocampo. Ha lavorato con questi ragazzi e ha migliorato le loro carriere, che adesso potrebbero prendere anche delle pieghe diverse, proprio grazie a queste intuzioni. 

Il mister ha avuto il merito di creare un gruppo unito, solido, compatto anche nelle difficoltà. Uno spogliatoio che rema tutto nella stessa direzione è anche e soprattutto merito dell’allenatore, che sa gestire i malumori e superare le difficoltà. Nelle due stagioni giallorosse Baroni ha avuto a che fare con tanti stranieri e tanti giovanissimi, ma ha dimostrato capacità empatiche fuori dal comune, conquistando il gruppo con un po' di bastone e tanta carota.

Passando agli aspetti negativi ed alle cose da migliorare, è senza dubbio chiaro a tutti che questo Lecce spesso ha avuto delle difficoltà evidenti in fase realizzativa. La squadra per un periodo ha sofferto tanto la mancanza del gol ed ha faticato addirittura a calciare verso la porta, sintomo evidente di un problema che non può essere dimenticato. Il 433 sempre e comunque probabilmente ha dato più certezze agli avversari che, ad un certo punto, sapevano esattamente cosa sarebbe successo in campo, con un Lecce diventato monocorde e prevedibile.

Anche il timing dei cambi è un aspetto sul quale mister Baroni, a parer nostro, deve ancora lavorare, soprattutto con l’introduzione delle 5 sostituzioni. Il tecnico toscano prepara le partite in modo perfetto ed, infatti, difficilmente la squadra in queste due stagioni ha sbagliato approccio o prestazione. Ciò che è mancato, a volte, è stato proprio quella capacità di sparigliare le carte in corsa o di leggere prima degli altri alcune situazioni di gioco durante le gare, sebbene probabilmente questa difficoltà sia stata anche causata da una panchina non sempre all’altezza degli undici in campo. 

Infine, la gestione dei momenti di pressione. Che il Lecce di Baroni in Serie A non abbia vinto nemmeno uno scontro diretto al Via Del Mare non può essere solo un caso. Una squadra giovane si affida al suo allenatore ma, in questa stagione, il mister toscano non è riuscito a svuotare la mente dei suoi nei momenti topici. Un tecnico deve fungere anche da psicologo e se in Serie B Baroni ha dimostrato di possedere questa capacità, non possiamo dire lo stesso degli ultimi 12 mesi.

Insomma, abbiamo tracciato i pro ed i contro dell'eventuale riconferma dell'allenatore toscano sulla panchina del Lecce. Ora toccherà a Corvino e Trinchera compiere la scelta definitiva e decidere se puntare ancora su di lui o cambiare e iniziare un nuovo percorso.