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Approccio. L’approccio ad una nuova esperienza di vita è fondamentale. Iniziare con il piede giusto ti permette di partire meglio, con maggiore convinzione e consapevolezza nei tuoi mezzi.

Eppure, l’esperienza di Santiago Pierotti al Lecce non è cominciata così, anzi. Una mezz’ora circa contro la Juventus, dopo 4 allenamenti e 5 giorni dopo un viaggio durato quasi 40 ore. 

È entrato, sembrava un pesce fuor d’acqua, ha sbagliato qualche passaggio – a malapena conosceva il nome dei suoi compagni di squadra – e via con le solite critiche ingiustificate, senza conoscere le qualità di un giocatore che aveva ancora tutto da dimostrare ma che non meritava i mugugni ai primi palloni toccati.

Santiago non ha battuto ciglio. Ha lavorato, anche più degli altri, per far capire a tutti che le qualità c’erano, bisognava solo avere pazienza. L’ambientamento ad un nuovo calcio non è mai facile e risulta molto complicato se si viene catapultati subito in una nuova realtà, con i propri nuovi compagni di squadra in difficoltà contro un’avversaria forte, in forma e pure in vantaggio di due gol.

Santiago Pierotti

Gotti ha cambiato l’inerzia della stagione di Pierotti

D’Aversa, a parte quella mezz’ora iniziale, lo ha schierato pochissimo, inserendolo solo a partita praticamente chiusa ed a risultato compromesso. Con l’arrivo di mister Gotti, invece, qualcosa è cambiato. Sia nella testa del giocatore – che ha capito di avere maggiori chance per poter essere preso quantomeno in considerazione – che per il minutaggio effettivo che il tecnico ha deciso di concedergli.

Sempre qualche minuto in più, sempre più spazio e Pierotti non ha deluso le aspettative, fornendo due assist decisivi per la salvezza del Lecce. A dire il vero, quello contro l’Empoli potrebbe essere conteggiato come gol di Santiago, dato che il talento argentino ha prima sradicato il pallone dai piedi del difensore toscano e poi servito Sansone con un cioccolatino che andava soltanto scartato. 

Anche contro il Monza, in ogni caso, grazie alla sua imponente stazza fisica, è riuscito a servire Krstovic con un preciso colpo di testa. Poi, però, in quella occasione, la magia è stata compiuta dal centravanti montenegrino, che ha insaccato un gol spledido alle spalle dell’incolpevole Di Gregorio.

Dove giocherà nella prossima stagione?

Nel 4231 che sta pensando il tecnico Gotti per il nuovo Lecce, Santiago Pierotti può giocare praticamente ovunque: da esterno sia a destra che a sinistra, da punta centrale (ruolo già svolto in carriera) o da trequartista a supporto del centravanti. 

La sua duttilità e la sua grande voglia di emergere possono rappresentare due armi da sfruttare in tutta la prossima stagione. Gotti lo sa e durante il prossimo ritiro cercherà di costruire un giocatore pronto tatticamente e capace di fare davvero la differenza in Serie A. 

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