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Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, ha rilasciato una lunga intervista ad Avvenire, durante la quale ha toccato diversi argomenti. Ecco di seguito le sue parole:

Non va dimenticato che il calcio è una grande industria che genera qualche miliardo di euro, ed è una leva cruciale della nostra economia che si riflette su 12 diversi settori merceologici. Gli altri valori non possono emergere finché non si riesce a coniugare il concetto di crescita finanziaria con quello precipuo di sviluppo sostenibile, in cui una parte di rilievo spetta alla sfera dell’etica. Il 4 luglio al Maxxi di Roma la Figc presenterà il progetto “Sostenibilia” in cui promuoviamo tutti i valori dello sport sostenibile a 360 gradi”

Il punto di partenza per guarire il calcio malato è prendere coscienza del forte indebitamento e intervenire in maniera chirurgica e non con una semplice pastiglia. Essendo una crisi entropica, quella del sistema calcio non si cura solo con una terapia sotto il profilo normativo. Piuttosto serve un cambiamento di tipo culturale. Un nuovo corso di informazione e di formazione”.

“Nei giorni scorsi al Viminale abbiamo sottoscritto una dichiarazione di intenti per contrastare ed espellere dal calcio ogni forma di violenza fisica o verbale. Per fare uscire il razzismo e l’antisemitismo dai nostri stadi abbiamo chiesto la massima collaborazione delle società, le quali con l’uso della tecnologia oggi possono individuare e denunciare in tempo reale singoli o gruppi che ledono al rispetto della dignità umana. Noi come Federazione da anni siamo in prima linea nella lotta per la discriminazione territoriale e ci siamo dotati di tutti i supporti, anche normativi, per far fronte a queste minacce che vanno assolutamente sventate”.

“Negli ultimi tempi alcune scelte della nostra Federazione sono fonte di impopolarità, di reazioni scomposte da parte di gruppi di facinorosi che usano anche mezzi inconsueti per intimidire. Noi non ci prestiamo a nessun tipo di strumentalizzazione, tanto meno politica e puntiamo esclusivamente sulla conoscenza. Alcuni attribuiscono alla mia persona la colpa di non aver riformato la giustizia sportiva, e qui siamo sul piano della mancanza di conoscenza”. 

La giustizia sportiva della FIGC con la riforma 2019 ha inserito la perentorietà dei termini. Non solo. Ha individuato tempi molto ristretti che nel rispetto dell’esercizio del diritto di difesa consentono una definizione rapida dei giudizi. I problemi dunque non sono da ricercarsi nella giustizia federale. Anzi, forse per una volta è proprio il legislatore statale che dovrebbe guardare con più attenzione ad alcuni cardini del giudizio sportivo. E la tempestività è di certo uno di essi”. 

“Mi dispiace deludere i tifosi quando non ci qualifichiamo ai Mondiali o alle Olimpiadi, ma io vinco in altri settori e nelle dimensioni in cui la FIGC sta investendo in risorse economiche e soprattutto umane. Quanto ai risultati, faccio notare ai disfattisti che la Nazionale di Roberto Mancini oltre a un Europeo vinto nel 2021 aveva anche stabilito il primato mondiale delle 37 partite di imbattibilità, record strappato alle vecchie e vincenti selezioni di Spagna e Brasile”.

“L’Under 21 fino alla vittoria con la Svizzera era stata difesa, in quanto “derubata” dal gol fantasma (regolarissimo) segnato contro la Francia, e presa ad esempio per «l’ottimo calcio». Poi viene eliminata e si grida allo scandalo della pochezza del nostro settore giovanile. Allora, sempre per conoscenza, informo che tutte le nostre Nazionali giovanili sono arrivate alle fasi finali dei rispettivi tornei europei e mondiali e che l’Under 20 è attualmente vicecampione del mondo”.  

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