Corrado (dg Pisa): "Perdiamo la categoria con una partita che è l'esempio di questa stagione"
Le parole del direttore generale dei toscani dopo la retrocessione in B, in seguito alla sconfitta con il Lecce
Il direttore generale dei toscani, Giovanni Corrado, ha risposto alle domande dei giornalisti di DAZN al termine di Pisa-Lecce. Ecco le sue parole.
Sulla retrocessione
E' una serata amara. Perdiamo una categoria che abbiamo inseguito per anni. La perdiamo con una partita che è l'esempio di questa stagione. Dispiace, abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. Probabilmente abbiamo anche sottostimato quello che era l'impatto di questa categoria, abbiamo provato a correggere il tiro ma non è bastato. Mi dispiace per i ragazzi che meritavano più punti. Mancava la Serie A nelle nostre corde, penso che tanti di questi ragazzi ritroveranno presto la categoria, e spero anche il Pisa.
Si riparte da Hiljemark?
Ora dobbiamo pensare alle prossime tre partite. Anche una singola vittoria può portare le basi per qualcosa di positivo negli anni successivi. Purtroppo Pisa non è una squadra da Serie A, non ha dimostrato di essere una squadra da Serie A nonostante un tifo che lo merita. Oggi retrocede una squadra che è stata neopromossa e non ha dimostrato di avere ancora le qualità per stare in questa categoria. Dobbiamo fare dei ragionamenti. Non bisogna fare l'errore di pensare che sia retrocessa una squadra importante di Serie A, ma una squadra che sta crescendo con un progetto, che è tornata in A dopo 34 anni. Dobbiamo essere lucidi e fare i passi giusti per ripartire.
Dai giocatori arrivati a gennaio ci si aspettava di più?
Quando sei una società così piccola, devi fare anche i conti con l'appeal che hai in un determinato momento. Per anni abbiamo percepito il piacere di venire a Pisa da parte dei calciatori, perché affrontavamo la Serie B. Poi dopo, sali in A e ti rendi conto che ciò che era straordinario prima poi diventa quasi scontato. A quel punto, quello che devi fare per ottenere il ‘si’ di giocatori importanti, forse il primo anno è quasi impossibile, e lo devi fare perdendo un po' di vista quello che è il progetto e la sostenibilità della società. A gennaio abbiamo pensato di focalizzarci sull'età dei ragazzi, le potenzialità, sperando di poter intervenire ma senza perdere di vista che, se l'obiettivo non fosse stato raggiunto, bisognava ripartire con una squadra forte e con dei ragazzi che hanno potenziale. Bilanciare le due cose non è semplice. L'esperienza costa ed ha un'età diversa e probabilmente non combacia col percorso che deve fare il Pisa in questo panorama.





