Il paradosso Zverev: numeri alla mano, è davvero il terzo incomodo?
Il tedesco si candida come terzo uomo, ma fatica a confermarsi nei tornei
“Sinner e Alcaraz sono i giocatori da battere al momento. Mi auguro di rovinargli un po' la festa e credo di potercela fare”. Le parole di Alexander Zverev, pronunciate ai microfoni di Tennis365 durante un evento a Londra, fotografano perfettamente la sua posizione nel circuito: consapevole del dominio attuale dei due fenomeni, ma convinto di poter essere l’alternativa credibile.
Il problema, però, è che i risultati raccontano una storia diversa.
Zverev continua a essere competitivo, ma non dominante. E soprattutto, non è tanto il confronto diretto con Jannik Sinner e Carlos Alcaraz a metterlo in difficoltà, quanto quello con il resto del circuito. È qui che emerge il vero limite del tedesco.
Nel 2025 e in questo avvio di 2026, il suo rendimento è stato caratterizzato da una lunga serie di eliminazioni premature: fuori ad Acapulco agli ottavi contro Kecmanovic, a Shanghai ai sedicesimi contro Rinderknech, a Madrid contro Cerundolo, a Montecarlo contro Berrettini, a Miami già lo scorso anno contro Fils. Senza dimenticare le sconfitte contro Muller, Fritz, De Minaur, Auger-Aliassime.
Nel dettaglio, il suo percorso recente è costellato da eliminazioni contro avversari diversi, spesso lontani dalla vetta:
| Torneo | Categoria | Turno di uscita | Avversario |
|---|---|---|---|
| Acapulco | ATP 500 | Ottavi di finale | Miomir Kecmanović |
| Shanghai | ATP 1000 | Sedicesimi di finale | Arthur Rinderknech |
| Pechino | ATP 500 | Quarti di finale | Daniil Medvedev |
| Laver Cup | Esibizione | Match singoli (2 sconfitte) | Taylor Fritz / Alex de Minaur |
| US Open | Slam | Sedicesimi di finale | Felix Auger-Aliassime |
| Toronto | ATP 1000 | Semifinale | Karen Khachanov |
| Wimbledon | Slam | Primo turno (64esimi) | Arthur Rinderknech |
| Halle | ATP 500 | Semifinale | Daniil Medvedev |
| Stoccarda | ATP 250 | Finale | Taylor Fritz |
| Roland Garros | Slam | Quarti di finale | Novak Djokovic |
| Amburgo | ATP 500 | Ottavi di finale | Alexandre Muller |
| Roma | ATP 1000 | Quarti di finale | Lorenzo Musetti |
| Madrid | ATP 1000 | Ottavi di finale | Francisco Cerúndolo |
| Montecarlo | ATP 1000 | Sedicesimi di finale | Matteo Berrettini |
| Miami (stagione precedente) | ATP 1000 | Ottavi di finale | Arthur Fils |
Il dato è evidente: Zverev perde spesso, e non solo contro i migliori. Anzi, molte eliminazioni arrivano contro giocatori fuori dalla primissima fascia. Questo mette in discussione la sua reale posizione nella gerarchia attuale.
Eppure i numeri complessivi non sono negativi. Nel 2025 ha vinto il 70,9% delle partite (56 su 79), mentre nel 2026 è al 75% (15 su 20). Percentuali alte, ma accompagnate da un solo titolo nel 2025 e nessuno finora nel 2026. Un rendimento da top player, ma non da leader. Anche le statistiche tecniche confermano questa lettura: buon servizio, discreta tenuta nei momenti di pressione, ma poca incisività nei punti chiave, come dimostra una percentuale di conversione delle palle break sotto il 40%.
Il nodo centrale resta quello degli Slam. Zverev non ne ha mai vinto uno e, nonostante semifinali e finali negli ultimi anni, non è mai riuscito a fare il salto definitivo. E in un’epoca in cui Sinner e Alcaraz trasformano le occasioni in titoli, questo pesa.
Il risultato è un equilibrio instabile: Zverev è abbastanza forte per restare stabilmente tra i migliori, ma non abbastanza continuo per imporsi. E soprattutto, quando il percorso si apre e dovrebbe approfittarne, spesso si ferma prima del tempo.
Per questo, le sue parole assumono un significato particolare. Più che una fotografia della realtà, sembrano un obiettivo ancora da raggiungere. Perché oggi il vero passo che gli manca non è battere Sinner o Alcaraz, ma evitare di perdere contro tutti gli altri.

