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Garzya: “Una volta Mazzone a Lecce mi attaccò al muro”

Scritto da Filippo Verri  | 

Gigi Garzya, ex calciatore del Lecce, ha parlato ai microfoni di CuoreGrigiorosso.
Tra i vari argomenti trattati, le ultime prestazioni della nazionale italiana ed il suo rapporto con gli ex allenatori, con un aneddoto a tinte giallorosse.

DELUSIONE ITALIA –Non è stata una grande partita, ci si aspettava qualcosa in più. Ho visto una Nazionale un po’ svuotata, mancavano un po’ di energie. Può succedere, tenere il rendimento degli ultimi mesi era complicato. E comunque bastava mettere il rigore contro la Svizzera e stavamo parlando di altre cose. Resto fiducioso, per fortuna che si rigioca a marzo, avremo tempo di recuperare mentalmente. Però nel calcio si dimentica spesso troppo in fretta, abbiamo vinto gli Europei poco tempo fa, sono fiducioso.”


ALLENATORI - “Io ho avuto tanti allenatori, tutti bravi e preparati, ho cercato di prendere il meglio da tutti. L’allenatore è un mestiere dove rubi, rubi da tutti, è una catena.” Oltre a Simoni è stato allenato per molti anni da altri due mostri sacri come Fascetti e Mazzone: ”Erano due persone caratterialmente diverse. Mazzone era il classico romano, una volta a Lecce mi ha pure attaccato al muro. Molto preparato e che ti dice le cose in faccia. Spesso si pensa a lui come un allenatore vecchio ma era modernissimo. Fascetti invece era più burbero, ma anche lui era molto moderno, è stato uno dei primi a fare giocare i giovani. Mazzone era simpatico, ma quando si incazzava era meglio stargli lontano, era pure grosso.”