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L'espressione inglese "sliding doors" indica un elemento assolutamente imprevedibile che può cambiare la vita di una persona in modo altrettanto imprevedibile.
Parliamo di calcio: la storia del Lecce è cambiata in 2 minuti, dal minuto 83 all'86.

Andiamo per gradi.
Doveri va al VAR e assegna un penalty ai padroni di casa per un intervento goffo di Baschirotto. Gytkjaer afferra il pallone e si dirige verso il dischetto. In quegli attimi, Baroni stava già guardando oltre.
Il tecnico giallorosso chiama dalla panchina Helgason e Pezzella, che si tolgono la pettorina e si preparano all'ingresso.

Poi la mano di Falcone.
Il portiere del Lecce non sapeva, non poteva sapere cosa sarebbe successo dopo il suo miracolo, l'ennesimo rigore parato in carriera ma il primo con la maglia dei salentini.
L'intervento del numero 30, in quel momento, era necessario per consentire al Lecce di giocare l'ultima giornata contro il Bologna con 2 risultati su 3. Molto importante sicuramente. Non poteva immaginare che si sarebbe rivelato decisivo.

La storia cambia negli attimi successivi al pericolo scampato.
Al fianco di Pezzella non c'è più Helgason: compare Colombo
Baroni ha cambiato idea, probabilmente ha pensato: “ora andiamo a vincerla”.
Un guizzo che poi si rivelerà decisivo. 

Al minuto 97 il numero 9 corre sulla fascia e si conquista con voglia e cattiveria un calcio d'angolo, l'ultima occasione della partita. Accompagna Hjulmand verso il punto di battuta e chiede l'aiuto dei tifosi, un segnale non da poco, dato che Colombo è stato il più fischiato di recente.
Il danese batte e il resto lo sapete già.

2 minuti che hanno cambiato la storia, un'intuizione di Baroni passata in sordina ma incredibilmente decisiva. La redenzione di Colombo: per chi crede nel destino, è stata l'apoteosi.

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