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Francesco Moriero, Checco per tutti i leccesi, da diverso tempo ha ormai deciso di intraprendere una nuova avventura con la Nazionale delle Maldive. Purtroppo, però, proprio oggi deve fare i conti con una sconfitta dolorosa, che toglie alla sua selezione la possibilità di partecipare alla fase a gironi per le qualificazioni asiatiche dei Mondiali del 2026. 

Moriero e le sue Maldive sono stati eliminati dal Bangladesh nel doppio confronto dei playoff. L’andata era terminata con un beffardo pareggio, subito proprio a tempo scaduto, mentre il ritorno si è concluso con la vittoria degli avversari per 2 reti a 1. 

Ecco di seguito tutti i risultati dei confronti odierni, con in grassetto le squadre che hanno superato il turno:         

Guam - Singapore 0-1
Mongolia - Afghanistan 0-1
Pakistan - Cambogia 1-0
Sri Lanka - Yemen 1-1
Timor Est - Cina Taipei 0-3
Macau - Birmania 0-0
Bangladesh - Maldive 2-1
Bhutan - Hong Kong 2-0
Laos - Nepal 0-1
Brunei - Indonesia 0-6

Francesco Moriero

Moriero ed il suo futuro

Come detto dallo stesso Checco Moriero in un’intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb qualche mese fa, la Federazione delle Maldive gli aveva chiesto di allenare anche l’Under 23 sebbene il suo contratto vada in scadenza tra pochi mesi. Adesso l’ex centrocampista ed allenatore del Lecce dovrà decidere il da farsi. In Italia di sicuro qualcuno potrebbe ancora puntare su di lui ma anche all’estero ha già accumulato parecchia esperienza.

Lecce è stata una tappa fondamentale, sia nel suo passato da calciatore che in quello di allenatore. Da tecnico non è riuscito ad imporsi ma quell’esperienza ha significato tanto per lui, permettendogli di crescere sotto tutti i punti di vista.

A quelle latitudini, invece, sta scoprendo un calcio nuovo, diverso, e sta portando le sue idee. Di certo servirà pazienza per vedere i primi risultati e raccogliere i primi frutti di un lavoro faticoso ma stimolante. 

Francesco Moriero

Moriero e il Lecce

In un'intervista di diversi mesi fa, Moriero parlò di lui e del Lecce: "Sono diventato una bandiera e volevo rimanere qui. Non pensavo proprio a un mio futuro lontano da qui e da questi colori. Nasco da bambino giocando per strada, nella zona 167, cresciuto sotto le ali di Causio. Il mio esordio è stato particolare. Non ero neanche convocato per quella partita ,avevo 17 anni e facevo dei tornei di calcio nel Salento. Verso le 17.30 mio padre cominciò a cercarmi con la sua auto, mi trovò in un campetto e mi disse che ero stato convocato per la partita. Io pensavo di fare tribuna, invece mister Mazzone mi fece giocare titolare. Mi disse 'Ragazzì, sei emozionato?' e io dissi 'Perché?' e mi replicò 'Tanto non me ne frega niente, perché giochi'. Giocai contro Cabrini, uno dei miei miti. Lo stadio era stracolmo, i primi dieci minuti ero in coma, con Mazzone che mi svegliò, poi presi il ritmo. E da quel momento non sono più uscito dal campo ed è cambiata la mia vita. Avevo il sogno di diventare calciatore e la fortuna ha voluto che quel giorno cambiasse tutto".

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