L’EDITORIALE

Lecce-Milan: buon pareggio. Eppure resta l'amaro in bocca

Scritto da Marco Marini  | 

La domanda è sempre la stessa: dopo un pareggio il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

Possiamo dire che stavolta, per ragioni sicuramente condivisibili, il bicchiere è riempito esattamente a metà; né mezzo pieno e neanche mezzo vuoto. Dopo un primo tempo frizzante, finito sul 2-0 per i giallorossi e con tante occasioni fallite per un soffio ci viene di guardare il bicchiere mezzo vuoto; ma se si considera che si giocava contro i campioni d'Italia in carica e che dopo essere stati rimontati non si è persa la testa e neanche la partita, allora lo si vede mezzo pieno.

La gara è finita con il risultato di due a due, che sia giusto o meno, punteggio che garantisce ai giallorossi di allungare la striscia positiva, tenere lontane le inseguitrici e di non perdere contro il Milan.

Baroni a parte il rientrante Hjulmand (Maleh inizia dalla panchina) e l'avvicendamento Gallo/Pezzella, mantiene la stessa formazione di La Spezia con il solito 4-3-3; davanti a Falcone la linea difensiva è formata da Gendrey, Baschirotto, Umtiti e Pezzella; a centrocampo Blin, Hjulmand e Gonzalez mentre in attacco il tridente Strefezza, Colombo e Di Francesco.

Il Lecce parte fortissimo aggredendo un Milan che per venti minuti non ne ha capito nulla, ha subito due gol ed altrettanti avrebbe meritato di prenderne ed invece, pian piano, i giallorossi sono calati atleticamente e nel secondo tempo il gol subito nei primi minuti ha fatto il resto. Calo fisico misto ad un po' di paura ha fatto si che gli uomini di Pioli si galvanizzassero e giungessero al pareggio. Solo a quel punto il Lecce si è riscosso dalla sua inquietudine ed anche grazie alle sostituzioni operate da Marco Baroni è riuscito ad alzare nuovamente il baricentro. Poteva segnare nuovamente sia l'una che l'altra squadra e sicuramente avrebbe vinto colei che fosse riuscita ad andare in gol ma le rispettive difese hanno tenuto ed il pareggio è rimasto scolpito nello score della partita.

Vorremmo spendere due parole per i singoli interpreti ad iniziare da Falcone: probabilmente non una delle sue migliori prestazioni e ci può stare ma non siamo convinti che il gol preso da Leao, con tiro sul primo palo, sia interamente una sua responsabilità: il portierone era coperto e non ha visto partire il pallone. Baschirotto, stavolta più di Umtiti, è stato ovunque; soprattutto nel secondo tempo quando il francese ha avuto un piccolo calo durato una decina di minuti lui ha retto perfettamente la linea, oltre a segnare il gol del due a zero. Colombo è sembrato un po' sotto tono, probabilmente ha influito l'emozione di giocare contro i suoi ex compagni e, soprattutto nel primo tempo, quando il Lecce maramaldeggiava sui resti del Milan, si è visto pochino. Ancora una volta incredibili sia Hjulmand che Blin mentre Gendrey è riuscito a limitare Leao per quello che ha potuto ed il rientro di Pezzella, anche se un po' arrugginito, ha restituito a Baroni un calciatore che può dare una grossa mano nel prosieguo del campionato. Strefezza straripante nel primo tempo, finchè non ha deciso che doveva segnare a tutti i costi e complice la stanchezza dovuta ad una generosità che ben conosciamo, non è riuscito ad incidere quanto avrebbe potuto. Nel complesso però tutti gli interpreti della partita sono stati utili e propedeutici al lavoro dei compagni.

La prossima sarà a Verona, altro scontro diretto per Baroni ed i suoi uomini, sono queste le partite difficili da preparare perchè nonostante i buoni risultati conseguiti finora, non deve esserci in alcun modo appagamento, né inconscio e tanto meno conscio. Si deve andare a giocare la partita di Verona con il sangue agli occhi, con la voglia di stupire ancora. Il campionato è lunghissimo, non ci stancheremo mai di ripeterlo ed allora occhi puntati sulla strada da percorrere, non sono ammesse distrazioni.