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L’EDITORIALE DI MARINI

Il Lecce è partito e non sono ammessi i mugugni

Scritto da Marco Marini  | 
foto di Giulio Paliaga

Il Lecce continua a crescere ed a fare punti. Chiunque pensi che le vittorie in serie (tutte diverse) siano giunte per caso o per l'inconsistenza degli avversari mente, sapendo di mentire. La verità è che la truppa allenata da Baroni (una truppa con molti volti nuovi ed un sistema di gioco diverso) è diventata squadra, riesce ormai a leggere le varie fasi che si alternano in una partita, combatte e viaggia ad una velocità superiore. In più lo stare sempre corti, stretti, consente loro di correre meglio, con continuità e stancarsi di meno. Arrivare sempre primi sulle seconde palle, avere la forza fisica e mentale di accettare l'uno contro uno in fase di pressione significa sapersi muovere con criterio. Ed è questo il "gioco di Baroni". Può piacere o meno ma l'idea di calcio del tecnico giallorosso è sempre stata questa, anche nelle primissime giornate: un 4-3-3 (perché questo è il sistema di riferimento del Lecce, è bene farsene una ragione) fatto di aggressione continua e verticalizzazioni senza badare troppo al possesso palla. Il Lecce tenta anche di costruire dal basso e spesso ci riesce, ma quando non trova spazi alza il pallone cercando di scavalcare il pressing avversario. Il gioco potrà migliorare ancora certamente, il Lecce non potrà vincere sempre, anche questo è sicuro, ma ha una sua natura e l'dea che si vuole proporre è chiara; e nessuno pensi che si debba snaturare per fare spazio a chi gioca meno. 

Così è se vi pare.

In uno sport di squadra nessuno è indispensabile, sono tutti come frecce da scoccare quando è necessario. Forse qualcuno più di altri può essere determinante ma la forza che poi ti permette di vincere deriva dall'insieme. Chi gioca, anche chi lo fa meno, è lì per dare un aiuto, se non può farlo in campo lo deve fare nello spogliatoio. Deve dimostrare in allenamento, durante il riscaldamento ed anche fuori dal terreno di gioco di essere parte di un gruppo. Chi non entra in campo dev'essere felice per chi invece l'ha fatto e magari è riuscito a fare bene dando il suo contributo. Per tutti arriverà il momento di essere protagonisti, il campionato è lunghissimo; la partita di oggi, ad esempio, ha dimostrato che quel momento è arrivato per un ottimo Meccariello, persona seria che ha accettato la panchina senza creare problemi; è arrivato per Barreca, professionista con esperienze molto importanti il quale chiamato in causa e anche se non al meglio ha risposto "presente". Questo è lo spirito che deve contraddistinguere tutti i componenti della rosa. Senza discussioni.

Contro i brianzoli il Lecce, dopo un primo tempo in cui la fase difensiva di entrambe le squadre ha avuto la supremazia, una volta sbloccata la partita è salito in cattedra dimostrando di essere anni luce davanti alla quotata formazione lombarda (valore di mercato superiore ai cinquanta milioni); sia dal punto di vista mentale che fisico. Il Lecce i giocatori li ha, la qualità anche e se riesce a tramutare in campo le idee di Baroni ed a conservare la tenuta atletica ci sarà da divertirsi.

Ora giunge una sosta, forse inopportuna, ma consentirà ai giallorossi di ripresentarsi al completo alla ripresa, ad Ascoli. Una serata da incorniciare per il gruppo squadra e per tutta la "famiglia Lecce". Le prove da affrontare da qui in avanti e, fino alla fine, saranno sempre più dure e difficili da superare. Si incontreranno squadre forti, altre più forti ed altre ancora che imposteranno le partite a non far giocare te, usando tutte le armi a loro disposizione. 

Ma se si vuole vincere ed arrivare in alto bisogna batterle, funziona così.