Spalletti: "Lecce squadra organizzata. Vlahovic può partire titolare"
Le parole del tecnico dei bianconeri alla vigili di Lecce-Juventus
Alla vigilia di Lecce-Juventus, il tecnico dei bianconeri Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti in sala stampa. Ecco un estratto delle sue parole riportate da TuttoMercatoWeb.com.
Il tecnico è chiaro sul tipo di squadra che vorrà vedere domani contro la compagine salentina: “Noi vogliamo ripartire da quella che è stata la fine della partita precedente, perché se uno stadio come l'Allianz, abituato a vincere, applaude vuol dire che non è tutto da buttare via. - poi aggiunge - Noi domani andremo ad affrontare una squadra organizzata perché conosco l'allenatore, Corvino e tante persone. Noi andremo a giocare contro una squadra che terrà il volume alto e ci vorrà il massimo per ottenere un risultato importante contro una squadra così".
Vlahovic può giocare titolare? Per il tecnico dei bianconeri, per l'ex Fiorentina "Può essere la sua partita da titolare. Poi vediamo se tutto procederà in maniera normale da qui a domani sera. Non dobbiamo caricarlo di troppe pressioni".
Il tecnico parla anche di cosa vorrebbe vedere al Via del Mare che non ha visto con il Verona: "Il credere di essere forte non nasce quando tutto va meglio. Io debbo andare contro le avversità che trovo durante la strada. La maggior parte delle persone soffrono di cose che devono ancora avvenire e noi abbiamo tutto nelle nostre mani. Non dobbiamo farci condizionare dai ragionamenti che si fanno e opinioni. Questo campionato dal punto di vista di qualità espressa sono molto soddisfatto e contento. Poi ci sono dei momenti che fanno la differenza e noi ci siamo un po' persi. La squadra ha sempre avuto un comportamento serio, professionale e da gente da Juventus".
Si parla anche della corsa per la Champions. Per raggiungere certi obiettivi serve carattere, gioco di squadra e interpretazioni dei momenti: "Quando il calcio è a basso punteggio è determinato dall'episodio. Noi siamo di un livello dove la pressione è naturale. Per noi andare a giocare una partita così per noi è naturale. Però sono questi momenti di questi episodi che poi diventa fondamentale. Queste finestre durano pochi secondi e bisogna avere quella cattiveria e quella lucidità che ti fanno individuare il momento".





