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Roberto Piccoli, attaccante del Lecce ma di proprietà dell’Atalanta, ha rilasciato un’intervista a Sportweek, parlando della sua stagione in giallorosso.

Entrare alla fine 

L’attaccante giallorosso risulta spesso decisivo quando entra nel finale

Il mister non me lo dice se entrerò alla fine, sa di poter contare su di me sia da subentrato che quando mi schiera dall’inizio. Questa sì, è una cosa che mi ha sempre riconosciuto pubblicamente. Col Frosinone, per esempio, sono partito titolare e ho fatto gol. 

Gol nel finale 

Decisivo proprio alla fine con tutte le maglie della sua breve carriera

Di gol da subentrato ne ho fatti anche in Coppa Italia. Quando sono in panchina studio ogni momento della partita, soprattutto osservo i difensori avversari: come si muovono, come coprono l’area, come marcano i miei compagni, quali sono le zone dell’area dove la palla passa più spesso… Studio e memorizzo. Poi, se e quando entro in campo, fossero pure pochi minuti, provo a colpire sfruttando la loro stanchezza fisica, e dunque l’inevitabile calo di concentrazione. 

Roberto Piccoli

L’obiettivo per il futuro 

Il suo sogno giustamente è quello di approdare in una big del nostro calcio

Il mio cartellino è dell’Atalanta, e l’Atalanta è ormai considerata da tutti un grande club. Il mio problema sono stati gli infortuni, che mi hanno tormentato per un anno e mezzo, rallentando la mia crescita tra i 19 e i 21. Però proprio gli infortuni mi hanno fatto capire cose che prima sottovalutavo. 

Il gol più emozionante

Piccoli ha dichiarato che il boato più bello è quello ascoltato dopo il gol contro la Fiorentina

Quello alla Fiorentina. Ti avrei detto quello fatto al Milan, peraltro bellissimo, ma me l’hanno annullato. Ma il gol del 2-2 in casa alla Fiorentina ha fatto esplodere lo stadio: mai sentito un boato simile. Per questo lo ricordo con particolare piacere. 

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