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Sabato sera al Via del Mare non sarà una partita qualsiasi. Per la Juventus è un passaggio chiave nella volata finale, una gara da interpretare con lucidità e nervi saldi. E in queste ore, alla Continassa, prende sempre più forma l’idea tattica su cui sta lavorando Luciano Spalletti: un assetto aggressivo, moderno, con tanta qualità tra le linee.

Come in campo

L’ipotesi più concreta porta a un 3-4-3 fluido, costruito per alzare il ritmo e mantenere pressione alta, senza però perdere equilibrio nelle transizioni. Davanti a Michele Di Gregorio, la linea a tre dovrebbe essere composta da Pierre Kalulu, Gleison Bremer e Lloyd Kelly: fisicità, velocità e copertura, con l’obiettivo di non concedere profondità a un Lecce pronto a giocarsi tutto.

Sulle corsie, spazio a due giocatori chiamati a garantire corsa e ampiezza: Timothy Weah (McKennie) da una parte e Andrea Cambiaso dall’altra, con compiti ibridi tra spinta e ripiegamento. In mezzo, la cerniera sarà affidata a Manuel Locatelli e Khéphren Thuram: ordine, inserimenti e protezione della linea difensiva.

Juventus Lecce vlahovic jean
Dušan Vlahović

Davanti, il vero nodo da sciogliere è legato alle condizioni di Dušan Vlahović. Spalletti dovrà valutarne attentamente la tenuta fisica: il serbo resta in ballottaggio con Jonathan David, protagonista e decisivo anche contro il Verona. Una scelta che inciderà non solo sull’undici iniziale, ma anche sull’interpretazione offensiva della gara.

Ai lati, confermati i nomi di Francisco Conceição e Kenan Yıldız, chiamati a dare imprevedibilità e strappi in un sistema che punta a colpire con continuità.

I diffidati

Capitolo disciplina: attenzione massima anche ai diffidati. In casa Juve sono a rischio squalifica Lloyd Kelly, Gleison Bremer e Manuel Locatelli. Un dettaglio tutt’altro che secondario in una fase della stagione in cui ogni assenza può pesare come un macigno.

L’idea è chiara: qualità, aggressività e controllo emotivo. Perché al Via del Mare non sarà una gara da gestire, ma da vincere con attenzione maniacale. E ogni scelta, da Vlahović all’ultimo diffidato, può spostare il destino della serata.

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