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Il recupero assegnato nel finale di Napoli-Lecce ha fatto discutere diversi tifosi giallorossi. Al termine dei novanta minuti l’arbitro ha concesso cinque minuti di recupero, ma durante il secondo tempo si sono verificati diversi episodi che hanno allungato sensibilmente le interruzioni di gioco.

L’episodio più evidente è stato quello che ha coinvolto Lameck Banda nel finale di gara. L’esterno del Lecce si è accasciato a terra al minuto 87 e il gioco è rimasto fermo per alcuni minuti per consentire l’intervento dei medici. In campo si sono avvicinati anche i sanitari delle due squadre, mentre l’ambulanza si è portata a bordo campo. Complessivamente lo stop è durato circa quattro minuti.

A questo si aggiunge il numero molto elevato di cambi effettuati nella ripresa. Nel secondo tempo si sono registrate sette sostituzioni complessive tra Napoli e Lecce: tre già all’inizio della ripresa e altre sei distribuite tra il 59° e l’85° minuto. Nelle linee guida arbitrali ogni sostituzione comporta mediamente 20-30 secondi di interruzione, il che porta a circa due minuti e mezzo di tempo perso solo per i cambi.

Nel secondo tempo sono arrivati anche i due gol del Napoli, quello di Højlund a inizio ripresa e quello di Politano al 67°. Anche le esultanze e la ripresa del gioco incidono sul tempo effettivo di gara.

Se si sommano le principali interruzioni – sostituzioni, esultanze e soprattutto lo stop per Banda – il tempo complessivamente perso nella ripresa appare superiore ai cinque minuti assegnati dall’arbitro.

Va comunque ricordato che il recupero non è una somma matematica delle interruzioni ma una valutazione discrezionale dell’arbitro, che stima il tempo perso complessivo. Resta però il dato che lo stop per Banda, da solo, ha occupato gran parte del recupero poi concesso nel finale di gara.

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